Aquarius
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Elencati qui di seguito vi sono i Nuovi Rituali per Dei molto importanti. Leggi sotto per ciascuno di essi. Ogni Rituale deve essere eseguito per 3 giorni, iniziando il 29 gennaio e terminando il 9 febbraio.
Elenco dei nomi: Era [Lilith], Adone [Tammuz], Seere [Tiresia] e Agatodemone, Pegaso e Iride
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Rituale di Potere di Era
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La figura comunemente demonizzata come la “Dea di Satana” o “Moglie di Dio” con il nome di Lilith è, nella sua forma originale e non corrotta, nientemeno che Era, la Regina divina e legittima consorte di Zeus. Questa inversione rappresenta un profondo atto di guerra metafisica, in cui l’archetipo della sovranità sacra, della fedeltà coniugale e dell’ordine celeste è stato sistematicamente diffamato. L’aspetto di Lilith è il suo “Aspetto Ombra”, in cui Era viene invertita e rappresenta valori opposti [non necessariamente negativi, ma presentati dal nemico in maniere grottesche per demonizzare la sessualità, denigrare le donne e, in generale, promuovere la confusione].
Era, che incarna il principio della sovranità legittima e la sacralità dell’unione divina, fu deliberatamente reinterpretata da forze avversarie come una concubina ribelle e una prostituta. Sebbene questa caratterizzazione sia stata collegata al potere femminile [non ne rappresenta l’aspetto completo], ciò che “ci è stato raccontato sulla moglie di Satana” era incompleto, ingannevole e intenzionalmente fuorviante. Non si trattò di un semplice errore teologico, ma di una sovversione calcolata, progettata per sostituire la riverenza per l’autorità divina legittima con il disprezzo per il principio femminile stesso, destabilizzando così l’ordine cosmico che ella rappresenta.
Ciò viene ora ristabilito nella nostra opera storica, mettendo in luce Era e rivelando Lilith come il suo aspetto ombra.
La diffamazione di Era/Lilith è una pietra angolare del programma volto a invertire tutti i valori sacri, trasformando la virtù in vizio e l’ordine in caos. Trasformando la Regina dei Cieli in un simbolo di sessualità illecita e ribellione, le forze nemiche hanno cercato di minare le fondamenta stesse della gerarchia legittima e della sacralità dell’unione tra i principi divini maschile e femminile. Questo atto di inversione riflette una strategia più ampia di sostituzione degli Dei Originali con impostori corrotti, costringendo l’umanità a venerare riflessi profani delle verità divine. Il ripristino di Era al suo giusto posto accanto a Zeus non è quindi solo un atto di correzione storica, ma un passo necessario per ristabilire la polarità e l’equilibrio cosmico che sono stati deliberatamente fratturati da queste diffamazioni.
La libertà femminile, la sessualità e la divinità, se prive di cura di sé, di una scelta consapevole dei partner, di decisioni corrette e di fedeltà o di legami superiori, rappresentano solo un lato della medaglia. Il nemico promuove un solo lato affinché le donne non scoprano il loro pieno potere, che si sblocca anche attraverso l’applicazione dei poteri di Era, e non soltanto degli aspetti ombra. Entrambi sono ugualmente sacri e nessuno dei due deve prevalere sull’altro. Nella nostra società attuale, a causa di queste inversioni energetiche, le donne sono cadute nella trappola di concentrarsi solo su uno dei due, perdendo l’importanza dell’altro. Rituali come questo aiutano a rettificare questo tema sia interiormente che esteriormente. Una donna è potente, libera e superiore quando riesce ad attingere a entrambi i lati, non solo a uno.
Il potere di scelta per le donne dovrebbe, oltre alla libertà e alle tematiche legate ai figli o alla sessualità, essere anche legato alle libertà concrete di scegliere i partner, avere relazioni fruttuose, sposarsi e, in generale, generare attraverso i poteri reali rappresentati da Era. La rappresentazione del solo aspetto più carnale è essenzialmente una visione incompleta che lascia molte donne incomplete nella loro esistenza. L’aspetto più potente della sessualità è quando essa è pienamente espressa nel contesto dell’evoluzione, con il suo potenziale non semplicemente sprecato, ma coltivato nella crescita personale e nel potenziamento, che si collegano anche ai poteri centrali delle donne, e non alla mera carnalità.
Era è più potente non perché segue norme sessuali, ma perché rappresenta la generazione femminile suprema. Così come Lilith fu chiamata “Madre dei Demoni” (inversione di “Madre degli Dei e degli Uomini”, titolo attribuito anche a Era). Il potere supremo, in questo caso, non rappresenta soltanto la sessualità o questo tema come con Venere (focalizzata sulla potenza sessuale usata per l’attrazione, il cui fine ultimo è comunque il legame), ma piuttosto il potere femminile della generazione nella sua forma massima per la creazione della vita, la procreazione, l’ultra-spiritualità e le capacità magiche al massimo livello [collegate anche alla modestia; ovvero, non sprecare l’energia sessuale, ma dirigerla potentemente verso la creazione dell’esistenza].
Rituale di Potere di Adone [Tammuz]
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Desidero ora soffermarmi su Tammuz/Adone, in relazione alla sua recente inclusione tra i nostri Dei. Egli ora si erge nel nostro pantheon restaurato, nel Tempio di Zeus. Adone rappresenta il principio vitale del rinnovamento stagionale e dell’abbondanza agricola, della bellezza e della potenza, la cui morte e resurrezione cicliche rispecchiano i ritmi eterni della natura che sostengono l’esistenza mortale.
Il suo rituale, eseguito anche come data propizia durante l’equinozio di primavera [in qualità di Dio minore], ristabilisce il patto sacro tra l’umanità e la fertilità della terra, assicurando raccolti abbondanti e la continuità dei cicli della vita. Restituendo Adone al suo giusto posto tra gli Dei Originali, risaniamo una frattura critica nell’armonia cosmica che ha indebolito il nostro rapporto con la legge naturale per millenni.
Questa non è una mera aggiunta simbolica, ma una necessità metafisica. Adone completa il circuito divino che governa crescita, decadimento e rigenerazione, ristabilendo così l’equilibrio sia nei regni materiali che in quelli spirituali, i quali hanno sofferto a lungo per la sua prolungata assenza dalla coscienza umana.
Rituale di Potere di Seere(Tiresia)
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Il Demone Seere è fondamentalmente un titolo di funzione, non un essere di malizia, poiché “Seere” è la radice arcaica della parola “Seer” (veggente), colui che percepisce oltre il velo della realtà. Questa è un’allusione diretta e deliberata a Tiresia, il più rinomato profeta dell’Antica Grecia, la cui stessa esistenza divenne un modello per l’iniziato perfezionato. Tiresia non nacque dio, ma raggiunse la divinizzazione attraverso il crogiolo di prove estreme e l’acquisizione di una percezione sovrannaturale, incarnando il potenziale ultimo della consapevolezza umana ampliata attraverso prove estreme. Egli appartiene alla categoria degli “uomini che divennero Demoni” e, per questo motivo, fu demonizzato nella Goetia e sostituito dal termine marginale e svilente “Seere”.
Seere rappresenta il principio della chiaroveggenza e il potere di attraversare i confini del tempo e della conoscenza, proprio come fece Tiresia. Invocare Seere significa allinearsi alla corrente della visione spirituale che permise a un mortale di contemplare passato, presente e futuro con una tale chiarezza che persino gli dèi cercavano il suo consiglio, elevandolo da uomo a principio divino del potere profetico.
La storia di Tiresia è un’allegoria mistica del viaggio dell’anima attraverso la polarità per raggiungere una visione unificata. La sua prima grande prova fu la trasformazione: dopo aver colpito due serpenti in accoppiamento, venne mutato da uomo in donna e visse in tale forma per sette anni, sperimentando così la totalità dell’esistenza umana sia nella dimensione maschile sia in quella femminile. Questo non fu una punizione, ma un’iniziazione, che lo costrinse a trascendere una percezione limitata e mono-genere per incarnare l’intero spettro della coscienza umana.
La sua seconda prova, l’accecamento inflittogli da Era per essersi schierato con Zeus in una disputa su chi provasse un piacere maggiore, fu il distacco definitivo dalla vista fisica al fine di concedergli la vera visione interiore. In cambio degli occhi, gli dèi gli donarono il dono della profezia e una vita estesa attraverso sette generazioni. Il percorso di Tiresia da veggente a profeta cieco fino a figura divinizzata è il cammino dell’adepto: prima occorre integrare le dualità (maschile/femminile), poi sacrificare i sensi ordinari (la vista fisica) (NON in senso letterale, ma come allegoria spirituale) per risvegliare i sensi divini (la visione profetica), raggiungendo infine una forma di immortalità attraverso il potere unico e inestimabile che si apporta al cosmo. Egli è la prova che la vera visione non appartiene agli occhi, ma allo spirito, e che le prove più grandi sono gli stessi meccanismi della divinizzazione.
Iride, Agatodemone, Pegaso - Una Trinità di Dei
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La trinità di Agatodemone, Pegaso e Iride rappresenta il processo alchemico completo dell’ascesa dell’anima attraverso l’attivazione e l’elevazione del Serpente Kundalini. Agatodemone, lo “Spirito Buono” o “Nobile Serpente”, è l’incarnazione primordiale della forza vitale latente, avvolta alla base della colonna vertebrale. Nella tradizione ellenica, questa divinità serpentina è custode dei misteri sacri e principio vitale che, una volta risvegliato, dà inizio al movimento ascensionale. Egli è l’energia grezza e originaria della creazione stessa, il potere fondamentale che deve essere destato dal suo stato dormiente nel chakra sacrale per avviare la Grande Opera. Agatodemone non è soltanto un simbolo, ma la corrente vivente di potenzialità che, attraverso una pratica consapevole e disciplinata, si trasforma da serpente latente in forza dinamica di rigenerazione spirituale.
Pegaso, il destriero divino alato, simboleggia la mente elevata e purificata — il Nous — che trasporta l’anima ascesa verso lo stato olimpico della coscienza. Nato dal sangue di Medusa, Pegaso rappresenta il superamento dello sguardo pietrificante dei limiti materiali e la nascita di una prospettiva trascendente. Come la forza della Kundalini, guidata da Agatodemone, risale lungo la colonna vertebrale, raggiunge i centri cerebrali dove viene trasmutata in Pegaso. Questo intelletto divino consente al praticante di elevarsi al di sopra del piano ordinario, creando un ponte tra il mondo terreno e quello celeste. Pegaso è il veicolo dell’illuminazione, la coscienza purificata capace di attraversare i piani superiori e di condurre l’anima al culmine della realizzazione spirituale, il metaforico Olimpo in cui dimorano gli Dei.
Iride, la Dea dell’Arcobaleno, è la messaggera divina che personifica il sistema dei chakra pienamente illuminato e l’integrazione armonica del viaggio dell’anima. L’arcobaleno è il simbolo perfetto dei chakra, poiché ogni colore rappresenta un diverso centro vibrazionale allineato lungo la colonna vertebrale. Man mano che il serpente Kundalini ascende, purificato dal percorso e sostenuto dal Nous di Pegaso, Iride si manifesta come il ponte di luce che collega il sé terreno alla dimensione divina. Ella è la prova visibile dell’alchimia compiuta, lo spettro luminoso di un’anima pienamente integrata e risvegliata.
Questa trinità costituisce dunque una formula completa: Agatodemone fornisce la potenza, Pegaso fornisce il veicolo, e Iride fornisce il percorso e la prova dell’avvenuta elevazione dell’anima, rendendo questa trinità un fulcro avanzato e necessario per qualsiasi serio cammino di ascesa spirituale.
tradotto da https://ancient-forums.com/threads/...eere-adonis-agathodaemon-pegasus-iris.306034/
Elenco dei nomi: Era [Lilith], Adone [Tammuz], Seere [Tiresia] e Agatodemone, Pegaso e Iride
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Rituale di Potere di Era
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La figura comunemente demonizzata come la “Dea di Satana” o “Moglie di Dio” con il nome di Lilith è, nella sua forma originale e non corrotta, nientemeno che Era, la Regina divina e legittima consorte di Zeus. Questa inversione rappresenta un profondo atto di guerra metafisica, in cui l’archetipo della sovranità sacra, della fedeltà coniugale e dell’ordine celeste è stato sistematicamente diffamato. L’aspetto di Lilith è il suo “Aspetto Ombra”, in cui Era viene invertita e rappresenta valori opposti [non necessariamente negativi, ma presentati dal nemico in maniere grottesche per demonizzare la sessualità, denigrare le donne e, in generale, promuovere la confusione].
Era, che incarna il principio della sovranità legittima e la sacralità dell’unione divina, fu deliberatamente reinterpretata da forze avversarie come una concubina ribelle e una prostituta. Sebbene questa caratterizzazione sia stata collegata al potere femminile [non ne rappresenta l’aspetto completo], ciò che “ci è stato raccontato sulla moglie di Satana” era incompleto, ingannevole e intenzionalmente fuorviante. Non si trattò di un semplice errore teologico, ma di una sovversione calcolata, progettata per sostituire la riverenza per l’autorità divina legittima con il disprezzo per il principio femminile stesso, destabilizzando così l’ordine cosmico che ella rappresenta.
Ciò viene ora ristabilito nella nostra opera storica, mettendo in luce Era e rivelando Lilith come il suo aspetto ombra.
La diffamazione di Era/Lilith è una pietra angolare del programma volto a invertire tutti i valori sacri, trasformando la virtù in vizio e l’ordine in caos. Trasformando la Regina dei Cieli in un simbolo di sessualità illecita e ribellione, le forze nemiche hanno cercato di minare le fondamenta stesse della gerarchia legittima e della sacralità dell’unione tra i principi divini maschile e femminile. Questo atto di inversione riflette una strategia più ampia di sostituzione degli Dei Originali con impostori corrotti, costringendo l’umanità a venerare riflessi profani delle verità divine. Il ripristino di Era al suo giusto posto accanto a Zeus non è quindi solo un atto di correzione storica, ma un passo necessario per ristabilire la polarità e l’equilibrio cosmico che sono stati deliberatamente fratturati da queste diffamazioni.
La libertà femminile, la sessualità e la divinità, se prive di cura di sé, di una scelta consapevole dei partner, di decisioni corrette e di fedeltà o di legami superiori, rappresentano solo un lato della medaglia. Il nemico promuove un solo lato affinché le donne non scoprano il loro pieno potere, che si sblocca anche attraverso l’applicazione dei poteri di Era, e non soltanto degli aspetti ombra. Entrambi sono ugualmente sacri e nessuno dei due deve prevalere sull’altro. Nella nostra società attuale, a causa di queste inversioni energetiche, le donne sono cadute nella trappola di concentrarsi solo su uno dei due, perdendo l’importanza dell’altro. Rituali come questo aiutano a rettificare questo tema sia interiormente che esteriormente. Una donna è potente, libera e superiore quando riesce ad attingere a entrambi i lati, non solo a uno.
Il potere di scelta per le donne dovrebbe, oltre alla libertà e alle tematiche legate ai figli o alla sessualità, essere anche legato alle libertà concrete di scegliere i partner, avere relazioni fruttuose, sposarsi e, in generale, generare attraverso i poteri reali rappresentati da Era. La rappresentazione del solo aspetto più carnale è essenzialmente una visione incompleta che lascia molte donne incomplete nella loro esistenza. L’aspetto più potente della sessualità è quando essa è pienamente espressa nel contesto dell’evoluzione, con il suo potenziale non semplicemente sprecato, ma coltivato nella crescita personale e nel potenziamento, che si collegano anche ai poteri centrali delle donne, e non alla mera carnalità.
Era è più potente non perché segue norme sessuali, ma perché rappresenta la generazione femminile suprema. Così come Lilith fu chiamata “Madre dei Demoni” (inversione di “Madre degli Dei e degli Uomini”, titolo attribuito anche a Era). Il potere supremo, in questo caso, non rappresenta soltanto la sessualità o questo tema come con Venere (focalizzata sulla potenza sessuale usata per l’attrazione, il cui fine ultimo è comunque il legame), ma piuttosto il potere femminile della generazione nella sua forma massima per la creazione della vita, la procreazione, l’ultra-spiritualità e le capacità magiche al massimo livello [collegate anche alla modestia; ovvero, non sprecare l’energia sessuale, ma dirigerla potentemente verso la creazione dell’esistenza].
Rituale di Potere di Adone [Tammuz]
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Desidero ora soffermarmi su Tammuz/Adone, in relazione alla sua recente inclusione tra i nostri Dei. Egli ora si erge nel nostro pantheon restaurato, nel Tempio di Zeus. Adone rappresenta il principio vitale del rinnovamento stagionale e dell’abbondanza agricola, della bellezza e della potenza, la cui morte e resurrezione cicliche rispecchiano i ritmi eterni della natura che sostengono l’esistenza mortale.
Il suo rituale, eseguito anche come data propizia durante l’equinozio di primavera [in qualità di Dio minore], ristabilisce il patto sacro tra l’umanità e la fertilità della terra, assicurando raccolti abbondanti e la continuità dei cicli della vita. Restituendo Adone al suo giusto posto tra gli Dei Originali, risaniamo una frattura critica nell’armonia cosmica che ha indebolito il nostro rapporto con la legge naturale per millenni.
Questa non è una mera aggiunta simbolica, ma una necessità metafisica. Adone completa il circuito divino che governa crescita, decadimento e rigenerazione, ristabilendo così l’equilibrio sia nei regni materiali che in quelli spirituali, i quali hanno sofferto a lungo per la sua prolungata assenza dalla coscienza umana.
Rituale di Potere di Seere(Tiresia)
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Il Demone Seere è fondamentalmente un titolo di funzione, non un essere di malizia, poiché “Seere” è la radice arcaica della parola “Seer” (veggente), colui che percepisce oltre il velo della realtà. Questa è un’allusione diretta e deliberata a Tiresia, il più rinomato profeta dell’Antica Grecia, la cui stessa esistenza divenne un modello per l’iniziato perfezionato. Tiresia non nacque dio, ma raggiunse la divinizzazione attraverso il crogiolo di prove estreme e l’acquisizione di una percezione sovrannaturale, incarnando il potenziale ultimo della consapevolezza umana ampliata attraverso prove estreme. Egli appartiene alla categoria degli “uomini che divennero Demoni” e, per questo motivo, fu demonizzato nella Goetia e sostituito dal termine marginale e svilente “Seere”.
Seere rappresenta il principio della chiaroveggenza e il potere di attraversare i confini del tempo e della conoscenza, proprio come fece Tiresia. Invocare Seere significa allinearsi alla corrente della visione spirituale che permise a un mortale di contemplare passato, presente e futuro con una tale chiarezza che persino gli dèi cercavano il suo consiglio, elevandolo da uomo a principio divino del potere profetico.
La storia di Tiresia è un’allegoria mistica del viaggio dell’anima attraverso la polarità per raggiungere una visione unificata. La sua prima grande prova fu la trasformazione: dopo aver colpito due serpenti in accoppiamento, venne mutato da uomo in donna e visse in tale forma per sette anni, sperimentando così la totalità dell’esistenza umana sia nella dimensione maschile sia in quella femminile. Questo non fu una punizione, ma un’iniziazione, che lo costrinse a trascendere una percezione limitata e mono-genere per incarnare l’intero spettro della coscienza umana.
La sua seconda prova, l’accecamento inflittogli da Era per essersi schierato con Zeus in una disputa su chi provasse un piacere maggiore, fu il distacco definitivo dalla vista fisica al fine di concedergli la vera visione interiore. In cambio degli occhi, gli dèi gli donarono il dono della profezia e una vita estesa attraverso sette generazioni. Il percorso di Tiresia da veggente a profeta cieco fino a figura divinizzata è il cammino dell’adepto: prima occorre integrare le dualità (maschile/femminile), poi sacrificare i sensi ordinari (la vista fisica) (NON in senso letterale, ma come allegoria spirituale) per risvegliare i sensi divini (la visione profetica), raggiungendo infine una forma di immortalità attraverso il potere unico e inestimabile che si apporta al cosmo. Egli è la prova che la vera visione non appartiene agli occhi, ma allo spirito, e che le prove più grandi sono gli stessi meccanismi della divinizzazione.
Iride, Agatodemone, Pegaso - Una Trinità di Dei
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La trinità di Agatodemone, Pegaso e Iride rappresenta il processo alchemico completo dell’ascesa dell’anima attraverso l’attivazione e l’elevazione del Serpente Kundalini. Agatodemone, lo “Spirito Buono” o “Nobile Serpente”, è l’incarnazione primordiale della forza vitale latente, avvolta alla base della colonna vertebrale. Nella tradizione ellenica, questa divinità serpentina è custode dei misteri sacri e principio vitale che, una volta risvegliato, dà inizio al movimento ascensionale. Egli è l’energia grezza e originaria della creazione stessa, il potere fondamentale che deve essere destato dal suo stato dormiente nel chakra sacrale per avviare la Grande Opera. Agatodemone non è soltanto un simbolo, ma la corrente vivente di potenzialità che, attraverso una pratica consapevole e disciplinata, si trasforma da serpente latente in forza dinamica di rigenerazione spirituale.
Pegaso, il destriero divino alato, simboleggia la mente elevata e purificata — il Nous — che trasporta l’anima ascesa verso lo stato olimpico della coscienza. Nato dal sangue di Medusa, Pegaso rappresenta il superamento dello sguardo pietrificante dei limiti materiali e la nascita di una prospettiva trascendente. Come la forza della Kundalini, guidata da Agatodemone, risale lungo la colonna vertebrale, raggiunge i centri cerebrali dove viene trasmutata in Pegaso. Questo intelletto divino consente al praticante di elevarsi al di sopra del piano ordinario, creando un ponte tra il mondo terreno e quello celeste. Pegaso è il veicolo dell’illuminazione, la coscienza purificata capace di attraversare i piani superiori e di condurre l’anima al culmine della realizzazione spirituale, il metaforico Olimpo in cui dimorano gli Dei.
Iride, la Dea dell’Arcobaleno, è la messaggera divina che personifica il sistema dei chakra pienamente illuminato e l’integrazione armonica del viaggio dell’anima. L’arcobaleno è il simbolo perfetto dei chakra, poiché ogni colore rappresenta un diverso centro vibrazionale allineato lungo la colonna vertebrale. Man mano che il serpente Kundalini ascende, purificato dal percorso e sostenuto dal Nous di Pegaso, Iride si manifesta come il ponte di luce che collega il sé terreno alla dimensione divina. Ella è la prova visibile dell’alchimia compiuta, lo spettro luminoso di un’anima pienamente integrata e risvegliata.
Questa trinità costituisce dunque una formula completa: Agatodemone fornisce la potenza, Pegaso fornisce il veicolo, e Iride fornisce il percorso e la prova dell’avvenuta elevazione dell’anima, rendendo questa trinità un fulcro avanzato e necessario per qualsiasi serio cammino di ascesa spirituale.
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