Dedicarsi è sempre un atto di coraggio e di risveglio.
La Dedizione è una presa di coscienza: decidere che è arrivato il momento di tirare fuori la testa dal buco oscuro in cui è rimasta fino a quel momento, per poter finalmente godere della luce del sole. Quel sole caldo e luminoso che rende possibile vedere ogni sfumatura di colore, che rende l’acqua più limpida, che rende possibile la vita.
Se ci pensate, il paragone è proprio questo: la vita che ci viene imposta fin dall’infanzia è una vita nell’oscurità. Le nostre capacità, risorse, metodologie e strumenti ci vengono nascosti affinché possiamo rimanere ignoranti e addormentati. Affinché possiamo essere obbedienti e servire gli altri... perché cos’altro potremmo essere? Dopotutto, è questa la vita.
Ho sempre immaginato tutti come un grande esercito di schiavi: c’è quello che svolge il proprio lavoro, né più né meno; c’è il servo eccellente che fa persino di più per conquistare il favore del padrone, chiamando quel sacrificio senso di giustizia o senso del dovere; e poi c’è lo schiavo intelligente.
Lo schiavo intelligente è colui che si pone delle domande: perché devo fare questo? Perché lo fanno tutti? È possibile che esista qualcos’altro?
Quella è l’anima che troverà il modo di fuggire, di realizzare se stessa e, alla fine, di diventare padrona del suo ex padrone.
La caverna rappresenta la zona di comfort, dove sai come funzionano le cose, sai chi comanda e sai chi è tuo pari. Ti insegnano la falsa speranza, quella forza inconscia che giustifica la vita che stai vivendo come quella giusta, perché altrimenti non avresti alternative, altrimenti impazziresti e forse arriveresti persino a toglierti la vita. Ti viene insegnato che devi fare affidamento su qualcun altro per ottenere qualcosa, che devi suscitare pietà e compassione in un essere divino che ha il potere di determinare chi sei. Non sei padrone di te stesso.
Ma ci sarà sempre qualcuno che ti spingerà a uscire dalla caverna perché, nel profondo, vede una luce che lo attrae, qualcosa che non conosce ma che, in qualche modo, sa essere giusto. È importante che tu lo segua!
Quella persona, nel mondo di oggi, è qualcuno che ha avuto il coraggio di porsi delle domande e cercare delle risposte. Tutti, a un certo punto della vita, si pongono delle domande: la morte, se esista qualcosa di divino, che cosa sia la vita, perché le cose funzionino in un modo e non in un altro. Ma la risposta che arriverebbe è una risposta che non sono disposti ad ascoltare. Quella risposta li costringerebbe a mettere in discussione anni di vita trascorsi nella convinzione che la verità fosse ciò che era stato loro raccontato.
Sono anime così sottomesse che accetterebbero di essere rappresentate da qualcuno completamente corrotto, giustificandolo dicendo: «Anche loro sono esseri umani e non sono Dio. Devi fare ciò che predicano, non seguire ciò che fanno». Ma noi sappiamo che l’esempio è il combustibile che, più di ogni altra cosa, alimenta il fuoco interiore.
Per essere accettato, devi essere in un certo modo, vestirti in un certo modo, portare i capelli o truccarti in un certo modo. Le celebrità dettano le tendenze e le masse le seguono, affermando che questi sono esempi di amore per se stessi. Ma sappiamo davvero che cosa sia l’amore per se stessi? È sentirsi forti? È sentirsi belli? È sentirsi capaci? È credere di essere tutte queste cose?
La distanza tra il credere di essere queste cose e l’esserlo realmente è immensa, ed esiste un solo modo per diventarlo davvero: conoscere se stessi.
Io stesso sono sempre stato molto, fin troppo autocritico, confrontandomi costantemente con gli altri. Il risultato era sempre lo stesso: non ero mai abbastanza. Sebbene fossi sempre stato diverso, “speciale” rispetto agli altri bambini, mi veniva insegnato che questa unicità fosse qualcosa di negativo: dovevo conformarmi. Se non sei come loro, vieni escluso, deriso, emarginato. La tua mente costruisce strutture basate su quei giudizi, facendoti credere di essere tu il problema.
Ma per un’anima come la mia, conformarsi è impossibile. È impossibile diventare una pecora tra le pecore; piuttosto, sono il lupo travestito da pecora. Non riuscirò mai a diventare come tutti gli altri: senza personalità, senza originalità, con discorsi e pensieri introdotti nella mia mente dalla televisione, dai social media e dai reality show. Io sono più di questo.
Uscire da questo circolo vizioso è difficile. Affrontare il proprio dolore, i propri limiti e i propri traumi fa paura, ma è necessario. Conoscere se stessi, ricostruirsi, valorizzarsi... è come ricostruire la propria vita da zero.
Quando sono diventato Zevista, sapevo che la parte più difficile era ancora davanti a me. Era come ritrovarsi all’inizio di una scalata senza avere nulla che potesse aiutarti a salire. All’inizio ci sono degli appigli, il Tempio, che ti aiutano a familiarizzare con il terreno, e delle sfide che di tanto in tanto incrociano il tuo cammino. Poi arriva il momento in cui devi dimostrare chi sei veramente.
È lì che scopri davvero l’importanza della comunità, del lavoro di squadra e dell’importanza che ogni persona ha all’interno del gruppo. L’errore che puoi commettere è continuare a confrontarti con gli altri. Ma tieni presente questo: ognuno ha i propri tempi. Non sei sbagliato, non sei lento; ti stai muovendo secondo i tempi entro i quali la tua anima è in grado di lavorare.
Ma c’è molto di più. La nostra comunità si fonda anche su valori importanti, su conoscenze sacre alle quali tutti possono accedere.
Ricorda che, se sei qui, hai scelto la verità. E la verità richiede sacrificio, costanza, dedizione e disciplina. Questa è la ricetta per riuscire a lasciarsi alle spalle la caverna e permettere al sole di illuminarti.
Gli Dèi sono con noi. Sono sempre con noi. Non rendono il lavoro più facile al posto nostro, ma ci guidano e ci sostengono nel lavoro che svolgiamo. Abbi fiducia in Loro e continua a lavorare. Tutto diventerà gradualmente più chiaro man mano che il cammino si dispiegherà davanti a te.

