Kuka
Member
- Joined
- Sep 21, 2017
- Messages
- 102
Manuscritto Ninon Shoki, versione Tanaka
Il Nihon Shoki
日本書紀 Le Cronache del Giappone (720 d.C.) 30 Libri
Che cos'è: Il secondo racconto antico del Giappone, completato otto anni dopo il Kojiki, scritto interamente in classico cinese, la lingua per eccellenza letteraria dell'est asiatico. Il Nihon Shoki presenta un'alternativa molto più elaborata dello stesso racconto della genesi cosmica e degli eventi mitologici del Kojiki, con la critica aggiunta delle versioni alternative. Dove il Kojiki tipicamente ne tiene una per ogni mito, il Nihon Shoki porta diverse varianti — a volte anche sei o sette per un singolo episodio — mantenendo la diversità delle tradizioni regionali che coesistevano prima che nell'era imperiale venissero standardizzate e unificate.
Perché importa: Il Nihon Shoki è di inestimabile valore teologico proprio perché preserva le varianti. In ogni tradizione teologica vivente, la stessa verità è espressa attraverso più punti di vista narrativi. Il Kojiki dà la versione canonica, mentre il Nihon Shoki dà tutto lo spettro. La storia di come Amaterasu venne a regnare nei cieli, per esempio, appare in diverse versioni con diverse enfasi, diversi dettagli e diverse implicazioni teologiche. Non è contraddizione, ma condizione naturale di una mitologia vivente — la stessa condizione che ha prodotto diversi racconti della guerra di Troia in Grecia, molteplici racconti della creazione in Egitto, e diversi inni cosmogenetici nel Rigveda. Lo Zevist legge le varianti non come errori ma come angolazioni complementari della stessa realtà divina.
Il racconto del Nihon Shoki sull'Era degli Dei (Kamiyo) è più sistematico e più strutturato cosmologicamente rispetto al Kojiki. Si apre con un'esplicita affermazione cosmogonica: all'inizio il cielo e la terra non erano ancora separati; lo In (Yin) e lo Yō (Yang) non erano ancora divisi. Il cosmo esisteva come caos senza forma, come un uovo, contenendo in sé tutti i semi della differenziazione. Quando gli elementi leggeri e puri salirono, divennero il cielo; quando gli elementi pesanti e oscuri si deposero, divennero la terra. Questo è riconoscibile come lo stesso modello cosmognico della separazione greca del Cielo (Urano) dalla Terra (Gaia), dell'emergenza egiziana dell'Atum dal Nun, e della separazione babilonese del cielo e della terra dal corpo di Tiamat. Il patrimonio universale è confermato: il cosmo inizia come unità indifferenziata e si differenzia attraverso un processo di separazione, purificazione e ordine.
Cosa trarne: Molteplici versioni dello stesso mito non sono contraddizioni ma prospettive complementari. Una teologia vivente è naturalmente diversa. Il modello cosmognico della separazione dall'unità primordiale è universale. Il Nihon Shoki preserva tutta l'ampiezza della narrativa sacra giapponese e conferma che i modelli teologici dello Zevismo si trovano anche in tradizioni che si sono sviluppate in completa indipendenza dal mondo mediterraneo.
Il Nihon Shoki registra non una ma diverse versioni perché gli dèi parlano a diverse persone con diverse voci, e ogni voce porta la verità.
Lo Zevista legge le varianti non come contraddizioni ma come la ricchezza naturale di una teologia che vive.