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[Trad] Gli insegnamenti scelti dell’Hagakure

SaqqaraNox [NG]

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THE HAGAKURE SELECTED TEACHINGS


Gli insegnamenti scelti dell’Hagakure

hagakure.jpg

Samurai con spada, fotografia del XIX secolo

葉隠 (Hagakure, “Nascosto tra le foglie”), Yamamoto Tsunetomo (dettato tra il 1709 e il 1716)

Di cosa si tratta: una raccolta di commenti, aneddoti e riflessioni sulla via del samurai (Bushidō), dettata dal samurai in pensione Yamamoto Tsunetomo a un giovane scriba nel corso di sette anni. Non fu mai destinato alla pubblicazione e circolò solo in forma manoscritta all’interno del clan Nabeshima per oltre un secolo. È celebre per la sua dichiarazione iniziale: “Ho scoperto l’essenza del Bushidō: morire”. Questo è quasi universalmente frainteso. Tsunetomo non sostiene una morte sconsiderata; sostiene la pratica quotidiana di immaginare la propria morte, al fine di vivere con totale chiarezza, totale dedizione e totale libertà dalla paralisi dell’istinto di autoconservazione. Il testo tratta temi come la lealtà, il dovere, il processo decisionale sotto pressione, la coltivazione della determinazione, l’etica del servizio e il rapporto tra il guerriero e il suo signore.

Perché è importante: l’Hagakure è incluso qui non come testo religioso, ma come manuale etico, l’equivalente giapponese delle Meditazioni di Marco Aurelio. Entrambi sono scritti da uomini d’azione che riflettono sulla disciplina della vita interiore sotto una pressione esterna estrema. Entrambi affrontano questa domanda: come può una persona che ha responsabilità verso gli altri mantenere un allineamento interiore con un principio superiore mentre si muove in un mondo di intrighi politici, violenza e lealtà contrastanti? Entrambi giungono alla stessa risposta: attraverso la disciplina quotidiana della mente, attraverso l’accettazione della morte e attraverso la subordinazione del desiderio personale al dovere.

L’insegnamento di Tsunetomo sul processo decisionale è direttamente rilevante per l’etica Zevistica. Egli sostiene che, di fronte a una decisione, la scelta corretta dovrebbe essere presa entro sette respiri. Non perché le decisioni affrettate siano migliori di quelle ponderate, ma perché un’eccessiva deliberazione è spesso un travestimento della codardia: un’anima che non sa decidere è un’anima che ha paura di impegnarsi. Questo è in linea con la comprensione Zevistica secondo cui Ma’at richiede azione: l’anima che delibera senza fine mentre l’Izfet avanza non è prudente; è complice. Ci sono momenti per il calcolo attento e momenti per un’azione immediata e risoluta. L’addestramento del guerriero consiste nel distinguere la differenza.

L’Hagakure deve essere letto con discernimento. Fu scritto all’interno di un sistema feudale di lealtà assoluta verso un signore e alcuni dei suoi insegnamenti sull’obbedienza sono specifici di quel contesto e non trasferibili all’etica Zevistica, che pone la Ma’at al di sopra della lealtà verso qualsiasi persona. Ma i suoi insegnamenti fondamentali sulla disciplina della mente, sull’accettazione della mortalità, sull’etica dell’azione decisiva e sulla pratica quotidiana di immaginare la morte come metodo per raggiungere la chiarezza sono universali e si allineano perfettamente con la comprensione stoico-zevistica di come l’anima attiva si muova in un mondo saturo di Izfet.

Cosa trarne: medita sulla morte ogni giorno, non per cercarla, ma per liberarti dalla paura di essa. La decisione è una virtù; un’eccessiva deliberazione è spesso codardia mascherata. La disciplina della mente è il fondamento di ogni azione esteriore. Il dovere, correttamente inteso, non è oppressione ma allineamento con un principio superiore. Leggi con discernimento: estrai l’etica universale, riconosci gli elementi culturalmente specifici e porta avanti ciò che serve la Ma’at.

“Ho scoperto l’essenza del Bushidō: morire”. Questo non significa: cercare la morte. Significa: accettare la morte così completamente da essere liberi di vivere senza paura. Tsunetomo insegna ciò che insegna Marco Aurelio, ciò che insegnano gli Stoici, ciò che ogni Zevista deve apprendere: l’anima che ha vinto la paura della morte è l’anima che è davvero viva.​
 

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