Qua si presenta un grande ostacolo per quanto riguarda l'università, cioè che io sono completamente avverso allo studio...
A scuola sono stato bocciato un anno e avverto proprio un fastidio enorme quando provo a studiare, è un misto di "non aver voglia" e una rabbia che sale dal diaframma, specie se è un argomento che non m'interessa, perché quando qualcosa m'interessa la studio eccome, infatti sono diventato un aspirante programmatore informatico, imparando da solo a padroneggiare le basi di un po' di linguaggi di programmazione, senza nessuno che mi insegnasse (non lo dico per vantarmi ma per far capire che il mio problema con lo studio è limitato alle cose che non mi piacciono, il che può essere comune ma io sono un caso esagerato, il mio è proprio un rifiuto).
Dopo la mia bocciatura, gli anni a venire sono stato promosso (con i debiti) per miracolo e se quest'anno riuscirò ad uscire dal quinto anno probabilmente è solo "grazie" a questo maledetto virus
Può sembrare che semplicemente io non abbia voglia di studiare, ma giuro che dentro di me sento lo studio forzato di un argomento come un obbligo deplorevole, fastidioso, della serie che preferirei un cazzotto nello stomaco piuttosto che studiare storia (specie sapendo quanto è corrotta). Spero di essermi spiegato, non ci tengo a passare per uno che non ha voglia di fare niente nella vita, dato che ci sono già i prof a pensare questo di me
Insomma, quindi sono abbastanza convinto di non voler andare all'università, per fortuna abbiamo degli esempi di politici importanti non laureati (Salvini e Meloni i primi che mi vengono in mente ma ce ne saranno sicuramente altri)