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[Trad] Sulla natura degli Dèi

Fonte di Luce

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Aug 9, 2024
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ON THE NATURE OF THE GODS




SULLA NATURA DEGLI DÈI

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Marco Tullio Cicerone, busto romano in marmo


Marco Tullio Cicerone, De Natura Deorum (45 a.E.V.), 3 libri

Che cos’è: Un dialogo filosofico in tre libri che presenta le concezioni romane contrastanti sulla natura degli Dèi. Il Libro I espone la posizione epicurea (gli Dèi esistono ma sono indifferenti all’umanità). Il Libro II espone la posizione stoica (gli Dèi sono le potenze razionali che governano il cosmo, attivamente provvidenti). Il Libro III presenta la critica degli Scettici Accademici a entrambe. Il dialogo si svolge nella villa di Gaio Cotta e vede la presenza di alcuni dei più illustri intellettuali romani della tarda Repubblica.

Perché è importante: De Natura Deorum è la trattazione più sistematica giunta fino a noi della teologia pagana del mondo romano. Dimostra che gli antichi non si limitavano a “credere” negli Dèi nel senso ingenuo che gli atei moderni immaginano: dibattevano sulla natura degli Dèi con lo stesso rigore che i filosofi moderni applicano alle questioni di metafisica. La posizione stoica presentata nel Libro II, secondo cui il cosmo è un tutto razionale, vivente e provvidente, governato da intelligenza divina, è essenzialmente il fondamento teologico dello Zevismo. L’argomento stoico del disegno (secondo cui l’ordine del cosmo implica una mente governante) non è il rozzo argomento dell’“orologiaio” dell’apologetica cristiana; è una tesi filosofica sofisticata secondo cui l’universo manifesta le caratteristiche di un essere vivente e pensante, e che questo essere è ciò che la tradizione chiama Zeus.

Cicerone stesso parla attraverso il personaggio di Cotta, lo Scettico Accademico, che mette in discussione sia la posizione epicurea sia quella stoica. Ma la struttura del dialogo riserva di gran lunga alla tesi stoica il maggior spazio e gli argomenti più persuasivi. Cicerone, il romano per eccellenza, preserva per la posterità l’architettura intellettuale di una teologia che il cristianesimo avrebbe trascorso secoli nel tentativo di distruggere. Il De Natura Deorum è la prova che il mondo antico possedeva una teologia filosofica tanto rigorosa quanto qualsiasi cosa le tradizioni abramitiche abbiano prodotto, e più onesta, poiché invitava alla critica anziché punirla.

Cosa ricavarne: Gli Dèi non sono superstizioni irrazionali; sono le potenze razionali che governano il cosmo. La teologia stoica, un cosmo vivente, provvidente, intelligente, è il fondamento filosofico dello Zevismo. Gli antichi dibattevano la natura del divino con raffinatezza e onestà. Una teologia che vieta le domande non è teologia ma tirannia. Lo Zevista legge Cicerone per comprendere che la tesi filosofica a favore degli Dèi non è debole ma schiacciante; essa fu soppressa, non confutata.

I Romani non veneravano in modo cieco. Argomentavano, dibattevano ed esaminavano la natura del divino con precisione filosofica. De Natura Deorum preserva il fondamento intellettuale che lo Yehubor ha sepolto. Gli argomenti non sono mai stati confutati. Sono stati semplicemente proibiti.


Da: https://templeofzeus.org/Our_Doctrines.php
 

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