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[Trad] Rituale del Potere di Melinoe

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Rituale del Potere di Melinoe
Μηλινόη · Il Velo e il Volto Benevolo

Sommo Sacerdote Zevios Metathronos
Circa 29 minuti, 169 vibrazioni

Prima di iniziare

Questi Rituali sono destinati agli adulti. I bambini e gli adolescenti non devono eseguirli. Le donne in gravidanza non dovrebbero eseguirli.

Leggi questo Rituale per intero prima di iniziare, segui attentamente le sue istruzioni e lascia che il giorno che intercorre tra una fase e l’altra trascorra nella dovuta quiete.

Questo rito può essere combinato con il Rituale di Ade, il Dio che governa l’Oltretomba.

Possa Zeus benedire questa osservanza, e possano i Grandi Dèi Ctoni accogliere la nostra devozione con amicizia e onore.

Istruzioni

1. L’inno orfico presenta Melinoe in forme mutevoli, a volte visibili e a volte nascoste, e termina chiedendo il suo volto benevolo. Questo rito segue tale movimento. Mira alla chiarezza e alla quiete senza invocare apparizioni.

2. Una nota di reverenza: le preghiere utilizzano il nome con cui Melinoe è comunemente conosciuta. Non viene fornito alcun nome teonimico esoterico di potere né alcuna formula per evocarla. Ci si avvicina a questa Dea ctonia con reverenza per la sua Divinità e con un chiaro ritorno dalla pratica rituale, mai per gioco.

3. Colloca il sigillo in modo che entrambi i veli e il volto tra di essi siano visibili. Siediti in una stanza dalla quale tu possa tornare facilmente alla luce ordinaria.

4. Lascia che le immagini vadano e vengano senza cercare di forzare una visione. Le preghiere servono a mantenere un atteggiamento di reverente compostezza, non a cercare un fantasma o a mettere alla prova la paura.

5. In ogni stazione, vibra ciascuna runa dieci volte nell’ordine in cui è riportata, quindi ciascuna lettera greca tre volte, pronunciandone il nome completo. Pronuncia una sola volta l’invocazione greca, quindi recita una sola volta la preghiera completa in inglese. Lascia che l’attenzione indicata si assesti prima di procedere.

6. L’invocazione greca è accompagnata da una guida alla lettura e dal significato corrispondente in inglese. Usa una voce confortevole e respira in modo naturale. Se interrompi prima del termine, utilizza la breve formula di ritorno riportata alla fine.

Apertura · Da pronunciare una volta

O Melinoe, ninfa ctonia, ti onoro con reverenza. Melinoe, entro nel silenzio sotto il tuo velo color zafferano. Contemplo l’aspetto mutevole e cerco una presenza benevola. Lascia che ogni mutamento di forma trascorra nella propria ora.


I · Il Velo color zafferano · Τὸ Κροκόχρουν Κάλυμμα

Inizia con il velo dorato, richiamando alla memoria la veste color zafferano dell’inno.

Kenaz x10
Laguz x10
Kenaz x10

Vibrare le lettere greche pronunciandone i nomi completi

(M) Mu x3
(H) Eta x3
(Λ) Lambda x3



Invocazione e Preghiera · Da pronunciare una volta

Greco antico
Ὦ Μηλινόη, κροκωτῷ πέπλῳ ἐν νυκτὶ φαίνῃ.
Ō Mēlinoē, krokōtōi peplōi en nykti phainēi.


Italiano
O Melinoe, appari di notte in una veste color zafferano.

Preghiera · Da recitare una volta

O Melinoe, Persefone ti generò presso il Cocito.
Accanto al fiume profondo, l’inno assegna al tuo arrivo un luogo sacro tutto suo.
Onoro la tua sacra discendenza.
Mi avvicino con cura alla tua stirpe e pronuncio il nome con cui sei comunemente conosciuta.
O Melinoe, appari di notte in una veste color zafferano.
Il suo colore luminoso rimane visibile anche nel cuore della notte.
Figlia di Persefone, possiedi un onore tutto tuo.
Lascia che il velo racconti la tua presenza senza oscurare la stanza che mi sta dinanzi.
Melinoe, accogli questa silenziosa reverenza sotto il segno dello zafferano.

Concentrazione
Onora la Dea nominata nell’inno. Non trasformare la sua discendenza in un’affermazione valida per ogni tradizione.



II · La Forma Mutevole · Ἡ Μεταβαλλομένη Μορφή
Osserva da un velo all’altro, poi il volto tra di essi.

Perthro x10
Isa x10
Perthro x10

Vibrare le lettere greche pronunciandone i nomi completi

(M) Mu x3
(O) Omicron x3
(Po) Rho x3

Invocazione e Preghiera · Da pronunciare una volta

Greco antico
Ὦ Μηλινόη, ἄλλοτε φανερὰ, ἄλλοτε ἀφανὴς φαίνῃ.
Ō Mēlinoē, allote phanera, allote aphanēs phainēi.


Italiano
O Melinoe, a volte appari chiaramente, altre volte rimani invisibile.

Preghiera · da recitare una volta

O Melinoe, a volte appari chiaramente, altre volte rimani invisibile.
Il tuo inno permette allo sguardo di incontrare più di un aspetto della tua forma.
Osservo l’immagine e mantengo il mio giudizio.
Non mi affretterò a imporre un’immagine sull’altra.
Nella notte, le forme appaiono e svaniscono.
Il velo si muove, eppure lo spazio tra le sue pieghe rimane limpido.
Tra le apparenze mutevoli, custodisco il silenzio interiore.
Lascia che la mia attenzione si posi là dove il cambiamento può essere osservato senza allarme.
Melinoe, concedimi la compostezza mentre ogni apparizione svanisce.

Concentrazione
Lascia che il contrasto rimanga visibile. Nulla deve essere spiegato a forza.


III · La Notte Senza Turbamento · Ἡ Νὺξ Ἄνευ Ταραχῆς
Lascia che gli occhi si posino sul centro pallido del volto.

Algiz x10
Berkano x10
Algiz x10

Vibra le lettere greche pronunciandone i nomi completi

(E) Eta x3
(Σ) Sigma x3
(Y) Upsilon x3

Invocazione e Preghiera · Da pronunciare una volta

Greco antico
Ὦ Μηλινόη, τὸν ταραγμὸν τῆς ψυχῆς ἀπόπεμπε.
Ō Mēlinoē, ton taragmon tēs psykhēs apopempe.


Italiano
O Melinoe, allontana il turbamento dell’anima.

Preghiera · da recitare una volta
O Melinoe, allontana il turbamento dell’anima.
L’inno nomina il turbamento che può insorgere nella notte.
Concedi quiete e limpida compostezza.
Lascia che la quiete si diffonda nei pensieri e negli arti a un ritmo spontaneo.
Non cerco apparizioni; chiedo la tua benevolenza.
Rimango dinanzi al tuo sigillo, mantenendo la stanza e il terreno nel mio campo visivo.
Possa l’anima passare dal turbamento al riposo.
Possa l’oscurità occupare il proprio tempo senza inghiottire il giorno.
Accogli questa preghiera per un riposo sereno e un risveglio lucido.

Concentrazione
Respira naturalmente. Lascia che l’oscurità abbia i suoi confini e che la stanza rimanga presente.


IV · Il Volto Benevolo · Τὸ Εὐμενὲς Πρόσωπον
Concludi laddove termina l’antico inno, con una richiesta di un’apparizione benevola.

Gebo x10
Dagaz x10
Gebo x10

Vibra le lettere greche pronunciandone i nomi completi

(E) Epsilon x3
(Y) Upsilon x3
(M) Mu x3

Invocazione e Preghiera · Da pronunciare una volta

Greco antico
Εὐμενὲς πρόσωπον δεῖξον, ὦ θεά.
Eumenes prosōpon deixon, ō thea.


Italiano
Mostra un volto benevolo, o Dea.

Preghiera · da recitare una volta

Mostra un volto benevolo, o Dea.
L’antico inno si conclude chiedendo che il tuo volto sia benevolo.
Ritorno alla luce della vita presente.
Lascia che l’ultima immagine sia di accoglienza e compimento.
Guarda con benevolenza coloro che ti onorano.
La tua benevolenza viene accolta con gratitudine, senza aggrapparsi a una visione.
Accolgo il sonno e il risveglio nel loro giusto ordine.
Possa la quiete della notte accompagnare un ritorno graduale alla luce del giorno.
Melinoe, accogli il nostro omaggio; ci rialziamo e riprendiamo le attività della vita.

Concentrazione
Senti il sostegno sotto di te e prendi coscienza della stanza reale in cui ti trovi. Il rito termina qui.

Vibrazioni di Chiusura
Vibra quanto segue nell’ordine:

ZEFS AENAOS x10

AUM x3

Preghiera di Chiusura · Da pronunciare una volta

O Melinoe, accogli questo omaggio; mi congedo con benevolenza.
Possa il riposo essere sereno e il risveglio lucido.
Zeus, proteggi il ritorno alla vita.
Lascio la notte al suo posto e mi rialzo verso la luce che si trova dinanzi a me.


FASE FINALE

Contemplazione finale

Osserva una volta il volto tra i veli.
Poi distogli lo sguardo dal sigillo.
Nomina tre elementi ordinari della stanza e riprendi una normale attività.

Breve formula di ritorno in caso di interruzione anticipata

Melinoe, accogli il mio omaggio.
Ritorno alla stanza e alle attività della vita.

Ave, Zeus.

NOTE SUL RITUALE

• Su Melinoe
Melinoe, Μηλινόη, è la ninfa ctonia a cui è dedicato l’Inno Orfico a Melinoe, numerato 71 in una comune disposizione degli inni. Il poema la descrive vestita di zafferano e colloca la sua nascita presso le correnti del Cocito, per opera di Persefone e Zeus, con Zeus che appare nella forma di Plutone. Questa è la specifica narrazione sacra dell’inno. La prima stazione nomina soltanto ciò che questa testimonianza avvalora e non identifica Melinoe con Persefone, Nyx o Ecate.

Il movimento dell’antico inno è conciso e preciso. Innanzitutto nomina Melinoe come ninfa ctonia vestita di un abito color zafferano, poi narra la sua nascita presso il Cocito (Inno Orfico a Melinoe 71.1-4). Descrive quindi una forma duplice e un’apparizione che, di notte, può essere manifesta, oscura o luminosa (71.5-9). Gli ultimi tre versi passano da queste forme inquietanti alla supplica: si chiede alla Dea di allontanare la frenesia dell’anima e di mostrare agli iniziati un volto benevolo e santo (71.10-12). Il rito segue quest’ordine, anziché utilizzare l’inno come una raccolta di immagini slegate.

Il padre menzionato nell’inno è Zeus, indicato come figlio di Crono e descritto nell’atto di assumere la forma di Plutone. Questo è il racconto dell’inno stesso. La prima stazione si rivolge a Melinoe in persona e non assegna né a Zeus né a Plutone una seconda parte parlata. Mantiene al centro la presenza divina distinta di Melinoe, pur riconoscendo la discendenza attraverso cui l’antico poema la presenta.

• Quattro Movimenti
Il Velo Color Zafferano rende onore al nome e alla discendenza di Melinoe. La Forma Mutevole contempla la visibilità mutevole descritta nell’inno. La Notte Senza Turbamento si volge alla supplica dell’inno affinché si venga liberati dal turbamento interiore. Il Volto Benevolo completa la sequenza con una richiesta di benevolenza, seguita da un inequivocabile ritorno alla stanza reale. Il rito non chiede mai un’apparizione e non fornisce alcuna istruzione per ricercarla.

Le preghiere greche sono nuove composizioni liturgiche. La loro scelta lessicale riecheggia deliberatamente la veste color zafferano, la forma mutevole, la liberazione dalla frenesia e il volto benevolo dell’antico inno. L’antico inno rimane la fonte delle immagini; i versi recitati sono preghiere concepite per questo rito.

I due veli della seconda stazione corrispondono al mutamento della forma visibile descritto nell’inno, non a due Dee distinte. Tra di essi rimane un unico volto diviso; il suo centro pallido offre agli occhi un punto stabile mentre l’aspetto muta. La terza stazione giunge alla supplica dell’inno affinché il turbamento interiore si allontani. La quarta chiede un volto benevolo e riconduce alla stanza reale. Il passo poetico stesso avvalora il percorso della preghiera, dal turbamento verso una presenza benevola.
L’ultima richiesta dell’inno è rivolta agli iniziati. Questo rito moderno non riproduce un’antica cerimonia iniziatica né afferma che ne abbia avuto luogo una. Le sue brevi suppliche dirette possono essere pronunciate come atti di reverenza; la normale attività conclusiva segna il completamento del ritorno dalle immagini notturne dell’inno.

• Lo I Due Veli e il Suono
I due veli contrastanti e il volto unico sono nuovi segni creati per questo rito. Un lato è scuro e l’altro è color oro zafferano, offrendo una controparte visibile all’aspetto mutevole descritto nell’inno senza raffigurare due Dee. La parte centrale pallida mantiene il volto riconoscibile come un’unica presenza. Le lettere maiuscole ΜΗΛΙΝΟΗ nominano la Dea. Questo non è un sigillo orfico ritrovato.
Le triadi runiche e i gruppi di lettere greche sono stati disposti secondo un nuovo ordine attorno ai temi della discendenza, della forma, della quiete e della benevolenza. I gruppi di lettere iniziano con ΜΗΛΙΝΟΗ, ΜΟΡΦΗ, ΗΣΥΧΙΑ ed ΕΥΜΕΝΕΙΑ. Le ripetizioni sono riportate nel testo affinché il rito possa essere eseguito senza dover procedere per tentativi. La contemplazione finale ristabilisce il normale orientamento.

Nessuna fonte antica citata in questa sede fornisce uno Shenu o una sequenza di suoni runici per Melinoe. I veli, il volto diviso, le lettere greche e le ripetizioni costituiscono il linguaggio formale del presente rito. Il volto è un simbolo del mutamento di forma descritto nell’inno, non un’apparizione da ricercare. La preghiera ricerca benevolenza e compostezza, con il nome divino scritto chiaramente sopra l’emblema.
I due veli occupano il campo bianco all’interno di un’unica corda Shenu chiusa. Un nodo centrale lega l’anello alla sua base orizzontale, mentre il volto pallido rimane nitido tra le pieghe scure e color zafferano. La forma circostante trae la propria origine formale dall’anello shen egizio, descritto in Art of Ancient Egypt: A Resource for Educators del Metropolitan Museum of Art. La sua associazione con la forma mutevole di Melinoe è una creazione liturgica contemporanea.

Ἀρετή καὶ Τιμή

Dove l'essenza dell'esistenza risiede
Il nulla dell'oblio viene superato
E il figlio prode avanza verso la Vittoria.

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