fuoco blu 666
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Tabula Smaragdina (circa 600-800 d.C., che codifica dottrine ben più antiche) + Asclepio / Il Discorso Perfetto (circa 100-300 d.C.)
Di cosa si tratta: Due testi Ermetici correlati. La Tavola di Smeraldo (Tabula Smaragdina) è un breve testo di circa tredici righe, attribuito a Ermete Trismegisto, che afferma di contenere il segreto della materia prima e la formula della trasmutazione. È giunto fino a noi in traduzione araba (dal Sirr al-Khaliqa di Balinas, circa VIII secolo d.C.) e in numerose versioni latine che circolarono nell'Europa medievale e rinascimentale. È il testo singolo più famoso nella storia dell'esoterismo occidentale. L'Asclepio (noto anche come Discorso Perfetto) è un dialogo ermetico più lungo in cui Ermete istruisce Asclepio sulla natura del cosmo, la divinità dell'umanità, l'animazione delle statue tramite la pratica teurgica e, in un famoso passo profetico, la futura distruzione della religione Egizia da parte di una fede straniera e la sua successiva restaurazione.
Perché è importante: La Tavola di Smeraldo contiene, in tredici righe, l'intero fondamento teorico della pratica Ermetica. Il suo assioma iniziale, "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli dell'Unica Cosa", è il principio di corrispondenza cosmica che sottende ogni pratica magica, teurgica e alchemica in ogni tradizione. È la ragione per cui il rituale funziona: perché la struttura del microcosmo rispecchia la struttura del macrocosmo, e un'operazione eseguita a un livello risuona a tutti i livelli. Senza questo principio, non esiste teurgia, magia simpatica, medicina astrologica, lavoro sui chakra, invocazione rituale. Con esso, l'intera dimensione operativa dello Zevismo diventa intelligibile.
L'Asclepio è altrettanto fondamentale, e per una ragione specifica: contiene il Lamento. Nei capitoli 24-26, Ermes profetizza la morte della religione egizia: «Egitto, Egitto, della tua religione non resterà altro che un racconto vuoto, che i tuoi figli in futuro non crederanno; non rimarrà altro che parole incise, e solo le pietre racconteranno della tua pietà». Descrive come verranno imposte leggi straniere, come i templi verranno distrutti, come gli Dèi si ritireranno dalla terra e come l'umanità sarà lasciata nelle tenebre spirituali. Poi dichiara che queste tenebre non sono permanenti: «Gli Dèi che esercitano il loro dominio sulla terra saranno restaurati e saranno insediati in una città all'estremità dell'Egitto».
Per gli Zevisti, questo passo non è semplicemente profetico; è diagnostico. Il Lamento descrive con perfetta accuratezza ciò che è realmente accaduto: la cristianizzazione dell'Impero Romano, la distruzione dei templi (il Serapeo di Alessandria fu demolito nel 391 d.C.), il divieto del culto tradizionale e l'imposizione di una teologia straniera con la forza imperiale. Ma la promessa di restaurazione, del ritorno degli Dei, è la promessa che lo Zevismo stesso si impegna a realizzare. Il Lamento non è un grido di disperazione; è una profezia di ritorno. L'oscurità era stata prevista. La restaurazione era stata promessa. L'opera continua.
L'Asclepio contiene anche la descrizione più esplicita giunta fino a noi dell'animazione teurgica delle statue, ovvero la pratica di infondere la presenza divina nelle immagini materiali attraverso rituali, sostanze sacre e invocazioni. Questa era la pratica che i cristiani trovavano più orribile e che citavano come prova di "adorazione demoniaca". In realtà, si tratta della forma più sofisticata di pratica teurgica nel mondo antico: la creazione di un recipiente materiale capace di ospitare la presenza divina, rendendo Dio accessibile alla comunione umana. Corrisponde alla pratica induista del prana pratishtha (infondere il soffio vitale in un'immagine sacra), allo shintai giapponese (l'oggetto sacro in cui dimora il kami) e alla concezione Zevista secondo cui il mondo materiale non è in opposizione al divino, ma ne è la dimora propria.
Cosa trarne: "Come in alto, così in basso" è il principio fondamentale di ogni pratica operativa. La distruzione della religione Egizia fu profetizzata dalla tradizione stessa, così come la sua restaurazione. L'animazione delle immagini sacre non è superstizione, ma la forma più elevata di arte teurgica. Il Lamento di Asclepio è la diagnosi; lo Zevismo è la cura. La Tavola di Smeraldo insegna allo Zevista la formula; Asclepio insegna allo Zevista la storia e la promessa.
«O Egitto, Egitto, della tua religione non resterà altro che un racconto vuoto». Ermes profetizzò la distruzione. Profetizzò anche il ritorno. I templi furono distrutti. Gli Dèi si ritirarono. Le pietre rimasero. E ora le pietre parlano di nuovo. La restaurazione promessa da Asclepio è l'opera che il Tempio di Zeus compie.