Shukrayafortynine
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☩ TEMPIO DI ZEUS ☩
DICHIARAZIONE SULLA SEPARAZIONE POLITICA
Assoluta e Permanente del Tempio di Zeus
da Ogni Ideologia, Movimento e Affiliazione Politica
ANNO MMXXVI · 26 marzo 2026
PREAMBOLO
Il Tempio di Zeus emette questa Dichiarazione per porre al di là di ogni dubbio, al di là di ogni ambiguità e al di là di ogni futura falsa rappresentazione, la separazione assoluta e permanente di questa istituzione da ogni ideologia politica, movimento politico e affiliazione politica che esista, sia esistita o esisterà sulla terra.
Questa Dichiarazione non viene emessa in risposta a un’accusa. Non viene emessa in modo difensivo. Non viene emessa perché ci è stato chiesto di chiarire. Viene emessa perché gli Dèi esigono precisione, e la precisione su questa questione è ormai necessaria. Dove un tempo vi era ambiguità, per quanto involontaria, ora non ve ne sarà alcuna. Dove esisteva confusione, essa viene qui dissolta. Dove veniva inferita un’associazione, essa viene qui recisa. Il taglio è netto, è totale ed è permanente.
Emettiamo questa Dichiarazione dalla stessa autorità con cui abbiamo emesso la Dichiarazione dei Principi: l’autorità di un’istituzione religiosa sovrana che opera sotto la Legge di Ma’at, responsabile davanti agli Antichi Dèi e alla verità, e davanti a nessun partito politico, nessun movimento politico, nessun campo ideologico e nessuna fazione temporale di qualunque descrizione.
Il Tempio di Zeus è un corpo religioso. È sempre stato un corpo religioso. Non sarà mai nient’altro che un corpo religioso. Questa Dichiarazione rende tale fatto architettonicamente ineludibile.
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#ARTICOLO I: LA NATURA DELLA RECISIONE
Il Tempio di Zeus dichiara qui, formalmente e irrevocabilmente, la propria completa recisione da tutto ciò che segue, senza eccezione, senza qualificazione e senza riserva:
1) Il Nazionalsocialismo, o Nazismo, in tutte le sue forme storiche e contemporanee, incluso il neonazismo, il nazionalismo bianco, il suprematismo ariano e ogni ideologia derivata che rivendichi la gerarchia razziale come legge spirituale o naturale.
2) Il Comunismo in tutte le sue forme storiche e contemporanee, incluso il Marxismo, il Leninismo, il Maoismo, il Trotzkismo e ogni ideologia derivata che subordini l’anima individuale all’apparato collettivo dello Stato.
3) Il Fascismo in tutte le sue forme storiche e contemporanee, incluso l’autoritarismo corporativista, l’ultranazionalismo e ogni ideologia derivata che fonda lo Stato con il sacro ed esige l’adorazione del potere temporale.
4) I movimenti ideologici di destra di ogni descrizione, inclusi ma non limitati a: il conservatorismo come identità politica, il libertarianismo come identità politica, il populismo nazionalista, i movimenti identitari, il “tradizionalismo” quando definito da contenuti politici anziché spirituali, e ogni altra formazione che occupi o rivendichi di occupare il lato destro dello spettro politico moderno.
5) I movimenti ideologici di sinistra di ogni descrizione, inclusi ma non limitati a: il progressismo come identità politica, il socialismo come identità politica, l’anarchismo, l’attivismo per la giustizia sociale quando organizzato come programma politico, e ogni altra formazione che occupi o rivendichi di occupare il lato sinistro dello spettro politico moderno.
6) Tutte le ideologie ibride, derivate ed emergenti che attingano da qualunque combinazione delle precedenti, incluso: Nazionalbolscevismo, ecofascismo, accelerazionismo, “terzaposizionismo”, tecno-autoritarismo e qualunque ideologia non ancora nominata che inevitabilmente sorgerà dall’infinita ricombinazione del pensiero politico.
La recisione è totale. Il Tempio di Zeus non sostiene, non si affilia, non finanzia, non promuove e non presta il proprio nome, i propri simboli, la propria teologia o l’autorità dei propri Dèi a nessuno dei soggetti sopra elencati. Qualunque persona o entità che affermi il contrario sta mentendo.
Il Tempio di Zeus si colloca al di fuori dello spettro politico. Si è sempre collocato al di fuori dello spettro politico. Questa Dichiarazione rende tale posizione architettonica e permanente.
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#ARTICOLO II: PERCHE' LA RECISIONE E' NECESSARIA
II.I: LA CONTAMINAZIONE DEL SACRO DA PARTE DEL POLITICO
La storia del XX e del XXI secolo è, in larga parte, la storia delle ideologie politiche che consumano tutto ciò che toccano: arte, scienza, educazione, media, famiglia, linguaggio e, sopra ogni cosa, religione. Ogni grande movimento politico dell’era moderna ha tentato o di cooptare la religione per i propri fini, oppure di sostituire la religione con sé stesso, come nel caso delle ideologie comuniste. Il Nazionalsocialismo costruì una mitologia pagana per conferire autorità spirituale alla propria ideologia politica. Il Comunismo dichiarò la religione “oppio dei popoli” e tentò di sostituire l’adorazione del divino con l’adorazione dello Stato e di figure come Lenin o Joseph Stalin. La sinistra contemporanea esige che le istituzioni religiose si conformino al suo programma sociale o vengano marchiate come odiose. La destra contemporanea esige che le istituzioni religiose fungano da ala morale della sua agenda politica o vengano marchiate come irrilevanti, oppure che seguano fedi di Yehubor che costituiscono la sua macchina di mobilitazione per guerre e altri argomenti estranei alla religione, nel loro nucleo.
In ogni caso, il modello è identico: il movimento politico si dichiara arbitro della verità ed esige che la religione si inginocchi davanti a esso. In ogni caso, il risultato è identico: la religione che si inginocchia cessa di essere una religione e diventa un dipartimento dell’apparato politico, svuotata del proprio contenuto divino, riempita di temporanea ideologia politica, vestendo i paramenti del sacro mentre serve gli interessi del temporale, limitata dai suoi vincoli e dai suoi interessi particolari.
Questa è la patologia che la nostra teologia chiama Yehubor: il portare una forma sacra svuotata del suo contenuto sacro. Quando una chiesa diventa un comitato d’azione politica, perde la connessione con il Divino. Quando un tempio diventa un terreno di reclutamento per un’ideologia, non recluta più per gli Dèi. Quando il nome di un Dio viene pronunciato non per invocare il divino ma per santificare un programma politico, non si stanno santificando gli Dèi. La patologia non si preoccupa se la politica sia di sinistra o di destra, rivoluzionaria o reazionaria, popolare o marginale. Nel momento in cui il sacro viene subordinato al politico, il sacro muore. Ciò che rimane è un cadavere in abito cerimoniale. I “politici” cercano di dominare gli Dèi; e questa è una nozione di Izfet.
Il Tempio di Zeus non diventerà ciò che la politica sa creare meglio: cadaveri e fossili obsoleti di approcci politici, vestiti in abito cerimoniale. Non per la destra. Non per la sinistra. Non per alcuna bandiera, alcun partito, alcun movimento, alcun -ismo che l’immaginazione politica dell’umanità abbia prodotto o produrrà.
Nel momento in cui il sacro viene subordinato al politico, il sacro muore. Noi rifiutiamo di morire, scegliamo di vivere.
II.II: IL REGISTRO STORICO DELLA CONTAMINAZIONE
Nominiamo esempi specifici, perché la precisione è un dovere religioso.
Il Nazionalsocialismo non si limitò a usare simboli pagani. Costruì un intero apparato politicizzato progettato per conferire autorità trascendente alla sua ideologia. Gli Dèi, tuttavia, si estendono oltre la maschera e la temporalità di queste e di qualunque altra politica. Gli Dèi dei Norreni, dei Greci, degli Egizi non erano divinità localizzate che dovevano seguire una dottrina politica o un’opera predisposta da esseri umani. Erano potenze cosmiche venerate attraverso continenti da popoli di molte ascendenze. Ridurli a mascotte di qualunque programma politico significa allontanarsi dal sentiero della loro venerazione. È la forma più profonda di limitazione nei loro confronti: l’uso del nome divino per santificare gli scopi dell’umanità.
Le conseguenze di questo approccio errato persistono fino a oggi. Qualunque persona che esprima interesse per il culto degli Antichi Dèi viene immediatamente sospettata di simpatie fasciste; di una bussola politica che non esiste. E non dovrebbe esistere; dovrebbe esistere solo l’interesse per gli Dèi. Qualunque organizzazione che pratichi il politeismo ricostruito viene scrutinata a causa di un’associazione errata con certe affiliazioni politiche.
La politica dovrebbe restare nel proprio ambito e noi non siamo interessati al sangue versato in nome di alcuna ideologia che possa usare gli Dèi come pietre d’appoggio per portare avanti fini politici.
Il Comunismo non si limitò a reprimere la religione. Tentò di sterminarla. La distruzione sovietica di qualunque materiale religioso o persino dell’idea di “Dio”, di monasteri, o della conoscenza spirituale e persino dell’istinto di credere in qualunque Dio, attraverso l’impero, fu sistematica. Chiunque volesse credere veniva giustiziato. I testi venivano bruciati. La pratica religiosa veniva criminalizzata; la meditazione esisteva raramente. L’obiettivo dichiarato era la creazione dell’“ateismo scientifico”, un mondo purgato dalla “superstizione” del divino. In pratica, il vuoto venne riempito non dalla ragione ma dall’adorazione dello Stato, del partito, del leader. Il ritratto di Stalin sostituì l’icona. Il congresso del partito sostituì la liturgia. I canti per Stalin e Lenin sostituirono il bisogno umano di adorare e venerare qualcosa di più alto; tutto questo impulso venne reindirizzato verso la vanità di pochi ego falsi, Yehuborici e Izfetici. La religione non venne eliminata. Venne replicata in forma politica, spogliata del suo contenuto divino, del suo scopo fondamentale, e resa più pericolosa dal suo rifiuto di riconoscere ciò che era diventata.
Lo spettro politico contemporaneo, sinistra e destra allo stesso modo, continua questo schema. Le identità politiche sono diventate, per milioni di persone, l’equivalente funzionale delle religioni: complete di ortodossie, eresie, rituali di affermazione, rituali di espulsione, documenti contaminati che sono “testi sacri” per gli aderenti, profeti, falsi profeti e l’incrollabile convinzione che la propria tribù possieda la verità mentre tutte le altre vivono nelle tenebre. Il linguaggio della politica è diventato il linguaggio della salvezza e della dannazione; non della ragione e non della logica in molte nazioni del mondo. Il Comunismo manifesta l’inevitabile conseguenza di una civiltà che ha distrutto la propria connessione con il divino e ora cerca di riempire il vuoto con l’ideologia. Gli Dèi sono contro il Comunismo, poiché il Comunismo è la rimozione del Divino e la sua sostituzione con il mero ateismo e con l’adorazione degli “eletti” o delle “masse”.
Il Tempio di Zeus non riempie i vuoti con ideologia politica. Li riempie con gli Dèi.
Dove l’ideologia riempie il vuoto lasciato dal divino, segue la separazione dagli Dèi. Noi non parteciperemo.
II.III: IL PERICOLO SPECIFICO PER IL POLITEISMO RICOSTRUITO
Il politeismo ricostruito occupa una posizione unicamente vulnerabile nel mondo contemporaneo. Poiché gli Antichi Dèi furono venerati da civiltà europee, e poiché certi movimenti politici del XX secolo si appropriarono di simboli culturali europei, esiste una conflazione persistente e deliberata tra il culto degli Antichi Dèi e l’estremismo politico. Questa conflazione è mantenuta da due parti, entrambe le quali ne traggono beneficio:
Primo, dagli estremisti politici che cercano di rivestire la propria ideologia dell’autorità del sacro. Questi individui e gruppi adottano rune, adottano i nomi degli Dèi, adottano le estetiche del mondo antico e le usano come camuffamento per programmi politici che non hanno nulla a che fare con il divino. Vogliono la legittimità del sacro senza sottomettersi alle sue esigenze. Non praticano nulla della cultura degli Dèi; semplicemente si rivestono di essa per apparire divini mentre perseguono soltanto i propri fini. Questi fini quasi sempre non comportano nulla di sacro. I simboli vengono usati come copertura per l’aggressione e le preghiere solo per pregare sopra le lame che preparano per altri.
Secondo, dagli oppositori del politeismo, incluse istituzioni abramitiche e critici secolari, che trovano comodo liquidare l’intera tradizione come una copertura per il fascismo. Questo rigetto risparmia loro lo sforzo di confrontarsi con la teologia nei suoi meriti e consente loro di mantenere la comoda finzione secondo cui le uniche forme legittime di religione sarebbero quelle abramitiche.
Entrambe le parti sono in errore. Entrambe vengono servite dall’ambiguità. Questa Dichiarazione esiste per eliminare tale ambiguità. Il Tempio di Zeus non è un movimento politico. Non è una copertura per un movimento politico e non lo è mai stato. Non è nemmeno adiacente a un movimento politico. È un’istituzione religiosa che venera gli Antichi Dèi, pratica la teurgia e opera sotto la Legge di Ma’at. Qualunque altra caratterizzazione è falsa. Rispettiamo le leggi umane ma siamo giurati sulla Legge di Ma’at, non sulla legge di alcun partito generato da esseri umani, tantomeno da coloro che vogliono oggettificare gli Dèi.
La conflazione del politeismo con l’estremismo politico è mantenuta da coloro che ne beneficiano. Noi eliminiamo l’ambiguità di cui hanno bisogno.
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#ARTICOLO III: COSA E' STATO FATTO
Il Tempio di Zeus non dichiara semplicemente la propria recisione dall’ideologia politica. Ha messo in atto tale recisione materialmente, nella struttura e nel contenuto della propria vita istituzionale. Dichiariamo ciò che è stato fatto, perché le dichiarazioni senza azione sono la valuta dei disonesti.
Tutti i contenuti sulle piattaforme del Tempio di Zeus, inclusi templeofzeus.org, tozrituals.org e i Forum, sono stati revisionati e modificati per eliminare qualunque materiale che potesse ragionevolmente essere interpretato come sostegno politico, affiliazione politica o programma politico. Dove il linguaggio era impreciso, è stato reso preciso. Dove l’inquadramento era reattivo anziché sovrano, è stato riscritto. Dove contenuti ereditati da periodi precedenti dello sviluppo della comunità contenevano sfumature politiche, tali sfumature sono state rimosse.
Tutto il vocabolario teologico è stato costruito con deliberata espansione di significato e da un punto di vista eterno. Le dieci patologie del Corpus della Patologia Spirituale, Yehubor, Birburim, Sahiburah, Izfet e le loro controparti, si applicano a ogni tradizione, ogni istituzione e ogni popolo senza eccezione, inclusi noi stessi. Vivranno a lungo dopo che qualunque dottrina politica esisterà, o non esisterà più. Sono strumenti diagnostici, costruiti con doppie etimologie e contro-termini positivi espliciti. Prendono di mira condizioni, non popoli. Possono o non possono esistere in dogmi politici, nazioni, individui o collettivi; ma non prendono di mira specificamente nessuno. Qualunque tentativo di leggerli come codice politico non troverà alcun fondamento nella loro costruzione.
Tutti i contenuti rituali sulla piattaforma Rituals sono stati purgati da qualunque cornice che potesse essere interpretata come di natura politica. Noi siamo oltre la politica. Da quel punto in avanti, se qualcuno vuole interpretare gli argomenti in questo modo, lo fa o per motivazione politica, oppure cerca un appiglio per sostenere le proprie credenze politiche. Queste sono le loro parole e non le nostre definizioni. I rituali del Tempio di Zeus servono gli Dèi e l’avanzamento spirituale del praticante. Non servono agende politiche. La Guerra Spirituale citata nei nostri materiali è una guerra della verità contro Izfet, di Ma’at contro il disordine cosmico in tutte le sue manifestazioni, del divino contro le forze che oscurano il divino. Non è una guerra contro alcun gruppo particolare, alcuna nazione, alcun partito politico o alcuna fazione terrena.
Tutti i legami storici con movimenti, organizzazioni o individui la cui identità primaria fosse politica anziché spirituale sono stati dissolti. Il Tempio di Zeus riconosce apertamente le proprie origini (vedi Dichiarazione dei Principi, Articolo VII, il link è sul fondo di questa traduzione). Non nasconde il proprio passato. Ha tuttavia completato il processo di trasformazione istituzionale che rende quelle origini un fatto storico anziché una realtà presente. La comunità che esiste oggi è un corpo religioso zevista sovrano, non affiliato ad alcuna organizzazione esterna, politica o di altro tipo.
Da ora in avanti, i seguenti standard sono permanenti e non negoziabili:
Nessun contenuto pubblicato sotto il nome dei siti o canali ufficiali del Tempio di Zeus sosterrà, promuoverà o si affilierà con alcuna ideologia, partito o movimento politico. Qualunque posizione dei membri su questi argomenti è esclusivamente loro e non riflette la posizione ufficiale del Tempio di Zeus.
Nessun membro che parli nel nome del Tempio invocherà l’autorità del Tempio al servizio di una causa politica.
Nessun rituale, preghiera, invocazione o atto liturgico compiuto sotto gli auspici del Tempio sarà diretto verso un risultato politico. I risultati serviti dovrebbero essere soltanto quelli degli Dèi e dei domini spirituali.
Nessun candidato alla leadership o all’appartenenza al Tempio sarà valutato sulla base delle proprie opinioni politiche; anche storicamente questo non è mai stato il caso. Saranno valutati sulla loro pratica spirituale, sulla loro conoscenza della teologia, sul loro allineamento con Ma’at e sulla loro capacità di servire gli Dèi e la comunità.
Questi standard si applicano senza clausola di scadenza, senza eccezione e senza possibilità di futura modifica da parte di qualunque individuo, inclusa l’attuale leadership o la futura leadership del Tempio. La separazione del Tempio dall’ideologia politica è un principio costituzionale dell’istituzione, non una preferenza politica della sua amministrazione presente.
Le dichiarazioni senza azione sono la valuta dei disonesti. Noi abbiamo agito. Il registro è visibile.
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#ARTICOLO IV: SULL'ETERNO E SUL TEMPORALE
La ragione più profonda di questa recisione è teologica, nata dalla natura degli Dèi.
Le ideologie politiche sono temporali. Sorgono dalle condizioni di un particolare secolo, di una particolare economia, di una particolare configurazione del potere; dai bisogni, desideri o scopi limitati del presente. Bruciano intensamente e muoiono. Il Comunismo ha pochi decenni. Il Nazismo durò 12 anni al potere. La democrazia liberale, la più longeva delle forme politiche moderne, esiste da circa 200 anni; malformata e adattata costantemente per servire altri fini. Nella scala della storia umana, questi sono nuovi arrivati, scintille. Si accendono, divampano, scompaiono. E tutto ciò che attualmente esiste cederà con il passare del tempo.
Ideologie così brevi nella durata non possono, per definizione, dettare nulla alla Cultura degli Dèi, che nella sua forma restaurata si estende fino a un arco che va da 6.000 a 40.000 anni, e, secondo fonti non convenzionali, oltre 85.000 anni.
Gli Dèi sono eterni. Zeus è stato venerato sotto quel nome per almeno 3.500 anni nelle “linee temporali” convenzionalmente approvate dalla storia, e sotto il Suo nome proto-indoeuropeo, Dyeus, per almeno 6.000. I Netjeru egizi furono onorati per più di 3.000 anni prima dell’interruzione cristiana. I Deva vedici sono stati invocati continuativamente per almeno 3.500 anni e non mostrano alcun segno di diminuzione. Gli Dèi precedono ogni sistema politico che sia mai esistito e sopravvivranno a ogni sistema politico che mai esisterà.
Legare il culto degli Dèi eterni a un’ideologia politica temporale significa incatenare un’aquila a un palo di recinzione. È un atto di riduzione così grave da costituire una forma di violenza spirituale contro il divino stesso. Gli Dèi non possono essere limitati dalle concezioni di alcun politico. La svastica, che è un simbolo solare sacro attestato in India, Grecia, Mesopotamia e nelle Americhe per almeno 10.000 anni, o il suo futuro, non può essere vincolata da un regime politico durato 12 anni nell’Europa centrale. Le rune, che sono una tradizione alfabetica sacra dei popoli germanici e scandinavi, non appartengono agli ideologi che potrebbero averle usate per coincidenza. Gli Dèi e i Loro simboli appartengono agli Dèi e all’umanità. Non appartengono ad alcun movimento politico, e il Tempio di Zeus non accetterà che vengano usati come tali all’interno delle sue mura.
Come ho affermato prima: “Non sventolerò alcuna bandiera e non indosserò alcun particolare indumento; poiché gli Dèi e il loro Insegnamento Eterno sono al di sopra di tutte le denominazioni politiche, sociali o di altra forma fallite, che non mi servono in alcun modo.” E: “Tutte le bandiere che vedete oggi non esisteranno tra duemila anni. Eppure esiste una cosa che è sempre stata, sempre sarà ed è attualmente.”
Quella cosa sono gli Dèi. Noi serviamo Loro. Non serviamo nient’altro.
Legare il culto degli Dèi eterni a un’ideologia politica temporale significa incatenare un’aquila a un palo di recinzione. Noi rifiutiamo la catena.
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#ARTICOLO V: SULLA QUESTIONE DELLE "PARTI"
Il mondo moderno esige che ogni istituzione, ogni figura pubblica e ogni individuo dichiari un’alleanza politica. “Da che parte stai?” viene trattato come un imperativo morale. Il rifiuto di rispondere viene esso stesso trattato come una risposta, di solito interpretata come complicità con qualunque parte l’interrogante si opponga. Coloro che non partecipano al gioco devono affrontare qualunque cosa: da penalità, a scrutinio, fino persino alla distruzione. Anche coloro che servono devono seguire rigide norme religiose di Yehubor, oppure venerare “Das Capital”, a seconda della parte che scelgono.
Il Tempio di Zeus risponde a questa domanda una volta per tutte: noi siamo dalla parte degli Dèi. Di nessun altro.
Non siamo a destra. Non siamo a sinistra. Non siamo al centro, che è semplicemente il tentativo di stare da entrambe le parti simultaneamente fingendo di non stare da nessuna. Le credenze politiche, anche nell’arco minimo di una vita umana, cambieranno come il vento in molte persone. Non siamo “apolitici” in senso passivo, come se semplicemente non ci fossimo preoccupati di formarci opinioni. Siamo deliberatamente, architettonicamente e permanentemente al di fuori dello spettro politico, perché lo spettro politico è un’invenzione umana di pochi secoli e gli Dèi sono una realtà eterna, e noi non subordineremo l’eterno al temporaneo.
I singoli membri del Tempio hanno opinioni politiche. Ne hanno diritto. Tali opinioni sono affare loro privato. Il Tempio non controlla le opinioni politiche dei propri membri, non richiede conformità politica come condizione di appartenenza e non valuta l’avanzamento spirituale sulla base della credenza politica. Noi valutiamo soltanto ciò che è contro e ciò che è a favore degli Dèi; nient’altro. Uno zevista può votare qualunque partito, mantenere qualunque opinione politica e sostenere qualunque causa politica nella propria capacità privata, come cittadino della propria nazione. Ciò che non può fare è invocare il nome del Tempio, l’autorità del Tempio o gli Dèi del Tempio al servizio di quella causa o fingere che lo Zevismo sia subordinato a tali cause temporali.
Gli Dèi non votano su schede elettorali. Gli Dèi non fanno campagna con libri che rivendicano autorità ultima e diventeranno obsoleti dopo che il partito cambierà. Gli Dèi non sostengono candidati, piattaforme o partiti. Gli Dèi governano il cosmo sotto Ma’at, e Ma’at non appare su alcuna scheda elettorale.
Noi siamo dalla parte degli Dèi. Gli Dèi non hanno una dottrina politica. Hanno soltanto una Legge Eterna. Si chiama Ma’at.
#ARTICOLO VI: SU COLORO CHE OBIETTERANNO
Questa Dichiarazione sarà attaccata da più direzioni simultaneamente, il che è esso stesso prova del fatto che occupa la posizione corretta.
Gli estremisti politici di destra accuseranno il Tempio di codardia, di “abbandonare la causa”. Noi rispondiamo: gli Dèi non sono mai stati la vostra causa; di conseguenza, se non seguiamo il culto dottrinale di qualche figura temporale, non importa. Avete usato i Loro nomi come stendardi per lotte politiche che non avevano nulla a che fare con Loro. Abbiamo ripreso indietro gli stendardi. Potete continuare la vostra guerra sotto la vostra bandiera. Non rimpicciolite gli Dèi a questo livello.
Gli ideologi politici di sinistra accuseranno il Tempio di denuncia insufficiente, di “rifiutarsi di prendere posizione”, di nascondersi dietro un linguaggio teologico per evitare le critiche. Noi rispondiamo: la nostra denuncia è nell’architettura della nostra teologia, non nella performance della nostra politica. Non eseguiamo denunce per l’approvazione di un pubblico politico. Dichiariamo la nostra posizione con precisione e passiamo al lavoro che conta: il culto degli Dèi e l’avanzamento dell’anima umana. Se questo è insufficiente per voi, l’insufficienza è vostra, non nostra.
Ex associati del passato della nostra comunità accuseranno il Tempio di essere “cambiato”, di aver abbandonato la “vera lotta”, di essersi ammorbidito. Noi rispondiamo: la vera lotta è sempre stata la restaurazione degli Dèi; ora siamo su un potere hardcore non limitato da opere politiche temporali. Tutto ciò che era contro quel potere era distrazione. Siamo più potenti del bisogno di guida da parte dei politici, che nella maggior parte dei casi non sanno nemmeno guidare sé stessi. Siamo andati nella direzione corretta. La differenza è visibile in ciò che abbiamo costruito.
Le istituzioni abramitiche tenteranno di usare le nostre associazioni passate per screditarci. Noi rispondiamo: le vostre istituzioni hanno 2.000 anni di atrocità documentate; nulla sulla faccia del mondo si paragona nemmeno minimamente a ciò che voi agenti di Yehubor avete causato all’umanità. Potete risparmiarci la narrazione di politiche immaginarie che potrebbero essere state discusse su forum internet. Nel frattempo, questi critici dovrebbero rispondere di: Crociate. Inquisizioni. Conversioni forzate per centinaia di anni, sia sotto la minaccia delle armi da fuoco sia sotto la punta della spada. Rispondete inoltre della distruzione sistematica di ogni tradizione spirituale che vi ha preceduto. Se desiderate avere una conversazione sulla storia istituzionale, la accogliamo. Commentate pure mere dichiarazioni digitali; noi possiamo commentare le vostre centinaia di mucchi di cadaveri umani e intere civiltà che avete affondato, e che continuate ad affondare ancora oggi nelle vostre guerre di Birburim.
Portate il vostro registro. Noi porteremo il nostro. Il confronto non vi favorirà. Noi siamo inconcepibilmente più santi e buoni rispetto a voi.
Questa Dichiarazione sarà attaccata da ogni direzione. È così che sappiamo che si trova al centro della verità.
#ARTICOLO VII: PERMANENZA
Questa Dichiarazione è permanente. Non è una dichiarazione politica soggetta a revisione da parte di una futura leadership. È una postura adottata per superare il clima politico attuale. È un principio costituzionale del Tempio di Zeus, vincolante per tutti gli attuali e futuri detentori di incarichi, tutti gli attuali e futuri membri, e tutte le attuali e future espressioni dell’istituzione in qualunque mezzo, in qualunque lingua, in qualunque giurisdizione.
Nessun Sommo Sacerdote, nessun Consiglio, nessun voto e nessuna futura Dichiarazione potranno invertire questa recisione. La separazione del Tempio di Zeus dall’ideologia politica è assoluta e irreversibile, nello stesso modo in cui l’impegno del Tempio verso la sovranità di Zeus è assoluto e irreversibile. È incorporata nelle fondamenta. Rimuoverla significherebbe demolire l’edificio.
Qualora un futuro leader del Tempio tentasse di allineare l’istituzione con un’ideologia politica, tale atto costituirà, secondo i termini di questa Dichiarazione, una violazione dei principi costituzionali del Tempio, un tradimento della fiducia della comunità e un’offesa contro gli Dèi che governano l’esistenza del Tempio. La comunità è qui autorizzata, da questa Dichiarazione, a resistere a qualunque simile tentativo e a trattarlo come il pericolo istituzionale che rappresenterebbe.
Gli Dèi sono eterni. La politica no. Abbiamo scelto quale dei due servire. La scelta è compiuta. È finale. Non verrà riesaminata.
______________________________________________________________________Questa recisione è costituzionale, irreversibile e vincolante per tutti coloro che portano il nome del Tempio. Non verrà riesaminata. Non verrà revisionata. Rimane.
Dichiarato sotto l’autorità degli Antichi Dèi,
al servizio di Ma’at, Satya e della Sovranità di Zeus,
nel nome della Verità che non si lega ad alcuna bandiera,
e con la chiarezza che gli Dèi esigono da coloro che parlano nel Loro nome.
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Dato in questo giorno da: ZEUS
Leader del Tempio di Zeus: Sommo Sacerdote Zevios Metathronos
Emesso nell’Anno MMXXVI.
Questa Dichiarazione è un documento permanente e pubblico. Può essere liberamente distribuita e citata nella sua interezza.
Da leggere insieme a: Dichiarazione dei Principi: https://ancient-forums.com/threads/trad-dichiarazione-dei-principi.307421