Scritto dal Guardiano della GdS Karnonnos\n\n
Seshat\n\nSeshat è la Patrona di tutta la conoscenza ed una Dea molto rispettata dotata di un potere sovrano. Nell'Antico Egitto, molte delle sue funzioni riguardavano la dedicazione degli edifici. Come Patrona della geometria divina e della matematica, questo non era affatto un ruolo minore. Ogni aspetto del sistema religioso egiziano dipendeva dalle visioni che Lei aveva tracciato.\n\nLei consigliava astrologi, astronomi, architetti e altri riguardo alle condizioni ottimali per costruire strutture durature e monumenti eterni, emblemi di tutta la civiltà. Le Sue istruzioni guidavano le persone a individuare le aree più energetiche per favorire la crescita di ogni progetto, inclusi templi e insediamenti necessari per l'espansione della civiltà Egiziana. L'impronta unica e permanente dell'Egitto come civiltà visibile per decine di migliaia di anni può essere attribuita ai precetti dei Suoi Ordini.\n\n
\nIl rito comportava l'attenta orientazione del tempio tramite osservazione astronomica e misurazioni. Apparentemente, questo veniva solitamente realizzato osservando le stelle di una costellazione circumpolare settentrionale attraverso uno strumento di legno intagliato chiamato merkhet, acquisendo così un'orientazione vera nord-sud, che veniva comunemente utilizzata per l'asse corto del tempio. Secondo i testi, il re (Faraone) veniva assistito in questo rituale da Seshat (o Sefkhet-Abwy), la Dea scriba della scrittura e della misurazione.\n
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The Complete Temples of Egypt, Richard H. Wilkinson\n\nIl nome di Seshat in geroglifici significa "studiosa femmina" o "scriba femmina". In questo non c'è solo un riferimento al Suo sesso come Dea, ma anche un allusione ai tipi di processi occulti legati alle preoccupazioni di Seshat, che sono negativi e magnetici in termini di polarità, tipici della caratteristica femminile.\n\nLe Sue funzioni non si limitavano alla creazione di strutture o insediamenti. Seshat era sempre impegnata a scrivere il Libro della Vita e della Morte che delinea la durata della vita degli esseri. Allo stesso modo, è risaputo che Seshat dimorava accanto all'Albero della Vita, insieme a Suo marito e si dice che le sue iscrizioni sulle foglie cadute sotto l'Albero indicassero la durata limitata della vita di un essere, evocando uno dei versi dell'Iliade:\n\n
\nCome le foglie su questa terra sono le generazioni degli uomini: foglie vecchie, gettate a terra dal vento, foglie giovani che la foresta verdeggiante porta con sé quando arriva la primavera.\n
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Iliade\n\nAl contrario, avere il proprio nome inciso sul tronco dell'Albero da Thoth o Seshat indicava una potenziale immortalità e un coinvolgimento nel processo del Magnum Opus.\n\nSeshat, come Thoth, occupava una posizione distintiva come psicopompo, ovvero una guida per i morti. Esistono riferimenti alla Sua importanza in questo ruolo poiché guidava le persone a pronunciare le parole corrette nella morte e a continuare a reincarnarsi in regni superiori di esistenza, utilizzando la loro intelligenza, coraggio e astuzia.\n\n
\n\nI Greci conoscevano Seshat attraverso il concetto delle Moire o Parche, chiamate Klotho (Filatrice), Lakhesis (Fissatrice delle sorti) e Atropos (Colei che non può essere trasformata). Atropos, nell'immagine sopra, tiene un rotolo che è analogo alla tavoletta o al rotolo di Seshat. Attraverso il loro fuso, le Moire filavano un filo che rappresentava visivamente la durata della vita di ogni essere. Questo concetto di Sorte indica la centralità di Seshat nell'ordinare le forze del destino e del Karma. Nemesi, che viene associata a Ma'at, era la sorella delle Moire e si occupava di far rispettare le leggi naturali che regolano l'inizio e la fine degli esseri.\n\nIn questo tipo di immagine, Klotho porta un fuso e una rocca, Lakhesis porta un bastone o un fuso che punta verso l'oroscopo, a un globo che rappresenta il "fato" di un essere e Atropos portava una tavoletta e una puntina usata per incidere i nomi della Vita e della Morte. Si diceva che governassero la sostanza della moira, un dominio con cui gli Dèi non si intromettevano, poiché consideravano il libero arbitrio degli esseri sacro: solo Zeus Moiragetes, come Capo degli Dèi, poteva controllare la moira. Tuttavia, i loro decreti erano comunque condizionati, poiché si poteva sfuggire alle Parche e alla loro moira, a condizione di possedere la saggezza suprema. Un codice qui è che l'uso dell'intelligenza appropriata, rappresentata da Thoth (Ermes) e Seshat, può alterare completamente il percorso e i limiti imposti a un essere. Le Parche giocano un ruolo cruciale nell'ascesa dell'anima e nel Magnum Opus, "consentendo" a ciò che sembra impossibile di diventare possibile.\n\n
\n\nNella mitologia Greca, Seshat era anche rappresentata dalla Titana chiamata Mnemosyne. In questo contesto, i suoi ruoli erano legati a essere una figura divina che presiedeva alle funzioni della memoria e una patrona delle arti, con le Nove Muse che reggevano le arti creative sotto il dominio di Zeus. Mnemosyne era coinvolta nella trascrizione delle imprese dei sovrani ed era invocata ogni volta che poemi, storie o opere teatrali stavano per essere iniziati.\n\nIl suo ruolo nel pantheon Greco può sembrare indiretto, ma nel linguaggio Mnemosyne era la Dea più invocata nelle conversazioni di tutto il pantheon. La cultura Greca si affidava fortemente alla narrazione orale e a sofisticati metodi di acquisizione mentale attraverso il dialogo. Si sperava che, tramite l'intercessione di Mnemosyne, le persone coinvolte ricordassero tutti gli elementi importanti e attingessero ai talenti di tutte le vite passate e presenti.\n\n
SIMBOLI DI SESHAT\n\nSeshat è principalmente associata alle corna a sette punte che emergono dalla Sua corona. Il numero sette è importante nel Suo simbolismo, poiché rappresenta l'unione tra il mondo spirituale e quello fisico e la nascita della mente. Per questa ragione, uno dei Suoi nomi era "dalle sette corna".\n\n
\n\nQueste sette corna rappresentano il potenziamento dei sette Chakra e l'equilibrio nel domare i capricci delle sette stelle (pianeti) associate a questi Chakra, al fine di raggiungere la saggezza suprema. Dimorando accanto all'Albero della Vita, entrambi Thoth e Seshat scrivevano i nomi degli immortali sul tronco dell'Albero sacro, un'analogia per l'ascesa e la vita eterna.\n\nIn questo senso, con l'onnipresente simbologia dell'uso della Sua puntina e della penna, Seshat rappresenta ciò che è "inciso" e "registrato" nel Karma di una persona e nella Casa della Vita, analogo alla Sua rappresentazione come le Moire oppure le Parche.\n\nSoprattutto, rappresenta il fatto che l'uso corretto della saggezza derivante dai semi della conoscenza può superare tutti gli aspetti del Karma personale in relazione a queste forze finora sconosciute e portare all'immortalità, se usato correttamente. Visivamente, le corna di Seshat sono analoghe ai raggi di luce da una fonte luminosa, alla solidità di un albero, al ciclo di vita di un fiore e ad altri simboli visivi legati all'illuminazione, alla crescita e alla pazienza.\n\nSeshat serve come simbolo di illuminazione. È una maestra scienziata e matematica. L'immagine del suo copricapo stellato funge da simbolo per il progresso della civiltà attraverso il conseguimento tecnologico così come dell'anima e indica il suo legame con Iside (Astarte). La sua collaborazione con Thoth mostra che l'unione tra il maschile e il femminile, se guidata correttamente, può generare il genio, un'allegoria della natura ermafrodita di Mercurio come pianeta. Alcune collaborazioni maschili e femminili nel corso della storia hanno portato a progressi significativi, come Pierre e Marie Curie.\n\n
\n\nUn simbolo di Seshat conosciuto visivamente è la procedura del ''tendere la corda'' usata nei templi, dove Lei sarebbe accompagnata da Horus o Thoth per stabilire determinati angoli e prospettive per gli angoli del tempio in relazione alle stelle e all'orizzonte per qualsiasi progetto di costruzione. La processione finale è parallela al movimento finale in senso orario del : iniziava a est (il punto dell'orizzonte, la porta d'ingresso del tempio) e terminava a nord (il punto dell'oscurità).\n\nSeshat era comunemente associata a Bastet e Ma'at, insieme a Horus, Hathor, Iside e Nefti. Insieme a Bastet, il ruolo divino di Seshat consisteva nel porre le basi affinché Bastet potesse utilizzare le proprie forze di potere, protezione e longevità per qualsiasi entità fissa. Entrambe le Dee governavano gli aspetti del tempo: Seshat era considerata la "Padrona del tempo" e i suoi poteri venivano richiamati in occasione di date importanti, come il trentatreesimo anno di regno del Faraone. Sia Bastet che Seshat erano associate ai Poteri di Thoth.\n\nIl Suo ruolo in relazione a Ma'at riguardava il racconto delle azioni dell'individuo durante la pesatura della "piuma nella bilancia". Spesso è rappresentata indossando abiti fatti di pelle di leopardo, che erano indossati anche dai sacerdoti dell'Egitto e rappresentavano le stelle, simboleggiando anche il Suo immenso potere nel mantenere l'ordine cosmico.\n\n
ASPETTI OCCULTI DI SESHAT\n\nPoiché Seshat non disponeva di strutture templari a Lei legate, molti storici moderni considerano il Suo ruolo minore o declassato rispetto a quello di Suo marito Thoth. Si tratta di un'idea sbagliata sulla natura occulta dei ruoli di Thoth e Seshat. Anche nelle opere Egizie si parla di Seshat come se fosse
Uguale a Thoth in termini di Potere e Giustizia.\n\nAl contrario di Thoth, Seshat rappresenta il tipo di conoscenza che si acquisisce passivamente attraverso l'incisione nella memoria. Rappresenta anche il punto nei processi mentali in cui questa può essere richiamata e affinata in qualcosa di duraturo e coerente, simile alla fondazione o alla pietra angolare di un edificio. Un altro aspetto della mente che Lei rappresenta è il punto in cui la conoscenza non viene perseguita attivamente ma si accumula semplicemente con il necessario riposo, giorno dopo giorno, una funzione fondamentale per ogni tipo di acquisizione di conoscenza.\n\nQuesta qualità di riposo è una delle ragioni per cui Lei è associata ai libri e ai documenti, essendo una Patrona delle biblioteche, degli archivi e di altri tipi di istituzioni che si occupano di ciò che è stato scritto e che simbolicamente diventa memoria in riserva, al di là della percezione diretta. Uno dei Suoi nomi è "Colei che è la Prima della Biblioteca". Tutti i regni della letteratura sono anche sotto il Suo comando.\n\n
\n\nEra anche la Patrona della storia in sé. In termini di stati alterati di coscienza, Seshat governa su certi tipi di poteri psichici, come la visione a distanza, che gli esseri umani sono in grado di sbloccare a determinati livelli di sviluppo. Le capacità psichiche, come la visione a distanza, rendono il passato, il presente e anche molti futuri accessibili e iscrivibili. Queste qualità sono in gran parte rappresentate in Mnemosyne, che era anche considerata l'arbitra della storia e delle arti letterarie.\n\nSeshat è conosciuta come una Divinità amica dell'umanità, che spesso assiste quando Thoth (Ermes) non può farlo. Sia Thoth che Seshat sono Divinità estremamente laboriose e di alto livello. Il Suo legame eterno e duraturo con Thoth è altamente conosciuto.\n\n
Che le intercessioni della Divina Seshat ci donino tutte le parole che aiutano le nostre vite a perdurare per sempre, i ricordi che ci assisteranno nel risolvere qualsiasi enigma l'universo ci presenti e la forza d'animo per avere i nostri nomi scritti sull'Albero della Vita. Possa Seshat benedire le vostre menti e anime affinché possiate salire più in alto e raggiungere il vostro pieno potenziale!\n\n
Fonte\nThe Complete Temples of Egypt, Richard H. Wilkinson