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[Trad] Apertura della Bocca: spiegazioni pubbliche complete ed aspetti del rituale

Traduzione di:
Opening of the Mouth: Complete Public Explanations and Aspects of the Ritual
Sacerdote – Alexandros Iowno


Apertura della bocca: spiegazioni pubbliche complete ed aspetti del rituale
L'emanazione della luce degli Dèi dentro se stessi


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Nell'Antico Egitto esiste un rituale che precede le piramidi, le dinastie e la storia scritta stessa. I reperti archeologici del peseshkaf, la lama a forma di coda di pesce che costituisce lo strumento fondamentale del rituale dell'Apertura della Bocca, risalgono al periodo di Nagada I, il che colloca le origini di questa tecnologia spirituale estremamente sacra intorno al 4000 a.C. o anche prima, nel profondo dell'era Predinastica, prima che l'Egitto fosse unificato e prima che l'espansione teologica di Eliopoli e Menfi fosse stata formalizzata. Quando i Testi delle Piramidi furono composti durante l'Antico Regno, l'Apertura della Bocca era già una pratica antica ed operava in una forma praticamente identica alle versioni tramandate migliaia di anni dopo nelle tombe della Valle dei Re. Qualunque cosa sia questo rituale, segreto al pubblico, ma pienamente disponibile per l'acquisto tramite la Sala di Osiride esclusivamente per l'umanità, come parte del dono dell'elevata ascesa del Sommo Sacerdote Zevios Metathronos e dei doni di Osiride all'umanità, è più antico di quasi ogni altra cosa nella tradizione Egizia.

I termini egizi per la cerimonia sono wpt-r e wn-r, derivati da Wepwawet, entrambi traducibili letteralmente come "apertura della bocca", sebbene il verbo wpi abbia un significato che va considerevolmente più in profondità della parola inglese "opening". La lingua inglese non può racchiudere la profondità di queste antiche parole e radici spirituali chiave. Wpi denota un'apertura che divide, separa o spacca ed il termine può essere usato per descrivere la separazione di due, la divisione del tempo o persino la determinazione della verità. Questo, in sostanza, è il potere di Dias, della Divisione in Due.

La parola descrive l'apertura di un sigillo, la rottura di un confine, la scissione di qualcosa che era chiuso, in modo che ciò che era rinchiuso all'interno possa fluire verso l'esterno e ciò che era rinchiuso all'esterno possa fluire verso l'interno. Si prega di tenerlo a mente.

La bocca è il canale attraverso cui la forza vitale si esprime, l'apertura attraverso cui l'anima si interfaccia con la realtà, ad esempio durante l'atto sessuale, l'organo con cui assumiamo cibo ed acqua e, soprattutto, è l'organo del linguaggio, lo strumento attraverso cui le parole prendono forma e vengono rilasciate nel mondo come forze che agiscono sulla realtà.

La cavità orale ha esattamente la forma di una grotta: il palato duro e quello molle formano un tetto arcuato, la lingua forma il pavimento, le guance le pareti e le labbra l'ingresso. La bocca è l'unica porta d'accesso che regola la parola (lingua + laringe + corde vocali), la respirazione ed il naso (trachea + polmoni) ed il sostentamento (esofago + stomaco). La faringe è composta da tre sezioni: il rinofaringe si collega verso l'alto alla cavità nasale (olfatto) e dal rinofaringe le tube di Eustachio si collegano lateralmente all'orecchio medio (udito). Quindi la bocca, attraverso la faringe, è anatomicamente collegata anche al naso ed alle orecchie.

Chiudi la bocca e pensa a cosa c'è dentro. È una caverna buia, una camera sigillata, calda e oscura, completamente priva di luce e tutto ciò che esiste al suo interno (la lingua, la capacità di parlare, il respiro che veicola la voce) giace in quell'oscurità, funzionando a livello biologico, ma isolato dalla luce. Questo si riflette nelle tue parole e nei tuoi sensi. Ora apri la bocca e osserva cosa succede: la luce inonda la caverna. L'oscurità viene illuminata, la luce entra attraverso l'apertura della bocca nella testa, la cavità che era sigillata viene improvvisamente illuminata e ciò che viveva nell'oscurità viene ora toccato da ciò che proviene dall'esterno. Platone descrisse esattamente questa situazione nella sua allegoria della caverna, ad un livello più astratto, dove gli esseri umani siedono in una camera buia vedendo solo ombre sulla parete e scambiando quelle ombre per la realtà, mentre il filosofo è colui che si volta, esce dalla caverna alla luce del sole e vede le cose come sono realmente. Platone studiò in Egitto. Il collegamento tra la sua caverna e la bocca sigillata che i sacerdoti egizi aprivano con lo scalpello di Ptah e l'ascia di Wepwawet è una trasmissione diretta di queste sacre rivelazioni. La bocca è la caverna della testa, quando è aperta la luce entra e la testa riceve illuminazione nello stesso modo in cui il corpo riceve cibo: attraverso la bocca, attraverso la digestione, attraverso la trasformazione di ciò che entra dall'esterno in sostanza, la quale nutre e sostiene ciò che vive all'interno. Il Corpo Ka. L'Apertura della Bocca consiste nel convogliare la luce verso la testa e ciò che la testa fa con quella luce, il modo in cui i 12 nervi cranici la trasmettono agli occhi, alle orecchie, alla lingua, al viso, alla gola ed al corpo, nonché il modo in cui i 6 lobi di ciascun emisfero la elaborano in vista, parola, udito, memoria e consapevolezza, è il tema del mistero stesso, che tratteremo in parte in seguito.

Wepwawet è il Dio il cui nome significa "Colui che apre le vie" e probabilmente la più antica figura di una Divinità sciacallo, già rappresentata sulla Tavola di Narmer agli albori del periodo storico egizio ed attestata per nome fin dalla III dinastia. Il suo nome racchiude diversi livelli di significato ed ognuno di essi rivela una diversa dimensione del rituale.

Nel contesto dell'ascia di Wepwawet (lo strumento da taglio utilizzato nel rito dell'Apertura della Bocca), il nome si riferisce all'apertura magica degli occhi e della bocca del defunto, alla rottura del sigillo che impedisce alle facoltà di operare sia in vita che dopo la morte. Questo è l'accesso dall'interno e dall'esterno, la Porta che controlla queste capacità dalle dimensioni superiori: vedere e mangiare, nel senso di ricevere.

Nei testi funerari, Wepwawet "apriva le vie" guidando il defunto attraverso l'aldilà ed accompagnando il re verso l'ascensione. Ad un livello veramente cosmico, si dice che Wepwawet apra la strada al sole affinché sorga nel cielo, collegando il rituale direttamente alla rinascita quotidiana di Ra. Troviamo l'espressione "colui che apre il corpo, Wepwawet", il che indica che era considerato colui che apre la via dell'utero, il primogenito, rendendo il Dio un principio della nascita stessa. Come "leader degli Dèi", Wepwawet precedeva il re e gli altri Dèi in molte occasioni e poteva anche essere associato al Dio Sole nella forma di Wepwawet-Ra. La vera interpretazione di queste parole è: mentre “ci nutriamo della luce”, “facciamo crescere il corpo” del KA, ovvero quel vaso energetico che, dopo la morte, consente all’anima di continuare ad esistere in forma cosciente: chi compie il rituale dell’Apertura della Bocca non subirà una seconda morte, ma sarà cosciente ed avrà le facoltà sensoriali attive, dopo la morte potrà vedere, udire e ragionare.

Il rituale dell’Apertura della Bocca racchiude segreti e significati profondissimi sugli strati del corpo e dell’anima, si tratta di una seconda nascita che avviene mentre si vive e si riuniscono le parti sparse del corpo di Osiride nella forma Divina del potenziale umano.

Ad un livello più occulto, se si osservano le lettere cabalistiche W e P come suoni dell’universo, il 6, la W e la F come suono costante dell’intelligenza dell’universo, è il ronzio della “W” che poi esplode con “PPPHHH”. Se si vibra, si vedrà che i suoni “WP” imitano la scissione e l’apertura del suono, il big bang della creazione dalla Monade alla Diade, aprendo così le Porte e separando il vivente dalla morte, l’anima viene condotta dalla morte allo stato attivo e vitale dal “tuonante” Dias.

Il Ka (la forza vitale, il corpo energetico, il doppio che esiste sul piano oltre quello fisico) viene attivato, costruito e restaurato, portato alla piena esistenza per la prima volta, mentre il Ba (la personalità, l’anima mobile, l’uccello) viene liberato affinché possa fondersi con il Ka, l’unione di Ba e Ka crea l’Akh, lo spirito luminoso ed effettivo in grado di agire sia nel mondo visibile che in quello invisibile. Senza un Ka funzionante, lo spirito che esce dal corpo alla morte non ha un contenitore dall’altra parte, nessuna struttura da abitare, nessuna forma attraverso cui vedere, parlare, udire o agire, e ciò che lo attende è ciò che i testi egizi definiscono la seconda morte, la vera morte, la dissoluzione della consapevolezza nel nulla. Con un Ka funzionante, lo spirito esce dal corpo al momento della morte per entrare in un veicolo pienamente operativo, capace di percepire, comunicare, orientarsi ed esistere. La differenza tra i due esiti è la differenza tra annientamento e continuazione, l'Apertura della Bocca è ciò che sta in mezzo ad essi.

Nella Cabala esiste un concetto chiamato Adam Kadmon, l'"Uomo Primordiale". L'Adam Kadmon degli ebrei si basa sugli effetti del rituale dell'Apertura della Bocca sull'essere umano, precedendolo completamente. Nella Cabala lurianica, Adam Kadmon è descritto come il primo essere emerso dopo la contrazione (tzimtzum) della luce infinita di Dio (Ein Sof). Egli è "luce divina senza contenitori", puro potenziale in forma antropomorfa, il prototipo di tutta la creazione. Questo si riferisce al corpo Sahu e nello specifico il processo attraverso il quale Adam Kadmon emana dai mondi inferiori, che è descritto nel sistema rituale dell'Antico Egitto: le luci fluiscono dalla testa di Adam Kadmon ed emergono specificamente dalle sue orecchie, dalla sua bocca, dal suo naso e dai suoi occhi. L'emanazione della luce creativa divina attraverso le orecchie, la bocca, il naso e gli occhi di una figura primordiale, dove la bocca e le orecchie generano configurazioni stabili e gli occhi producono una luce così potente da frantumare i contenitori che cercano di contenerla.

L'Apertura della Bocca ripristina le facoltà di orecchie, bocca, naso e occhi. La bocca è la porta d'ingresso del corpo. Quando la apri, stai aprendo il varco esterno verso una colonna verticale che si collega direttamente verso l'alto agli occhi e al cervello, direttamente all'indietro al tronco celebrale e al midollo spinale, verso il basso attraverso il nervo vago ad ogni organo del torace e dell'addome, lateralmente attraverso le tube di Eustachio alle orecchie, verso l'alto attraverso il rinofaringe al naso e attraverso il nervo trigemino a tutte le sensazioni del viso. Ogni singola facoltà a cui si rivolge l'Apertura della Bocca (parola, respiro, vista, udito, olfatto, tatto, nutrimento, percezione) ha un percorso anatomico che attraversa o si collega alla bocca ed alla faringe. La bocca ripristinata trasporta la parola divina (Hu, l'enunciazione autorevole induce la realtà ad obbedire). Gli occhi ripristinati vedono oltre la superficie materiale, fino alla struttura delle cose. Le orecchie ripristinate sentono ciò che l'orecchio sigillato non può percepire. Il rituale attiva il Ka, il corpo energetico, il vaso in grado di contenere e canalizzare la luce che fluisce attraverso queste capacità, senza frantumarsi sotto la sua forza. Il nome Adam Kadmon, il Sommo Sacerdote Zevios Metathronos, è stato precedentemente spiegato in dettaglio. Kadmon deriva da Cadmo e si riferisce anche ad ADN Adonis Cadmium, l'esistenza fisica, il vaso fisico dell'uomo, che si manifesta come un fiore nella nascita e nella morte e che l'anima deve abitare in questa esistenza. La prima persona ad utilizzare il concetto di "uomo primordiale" o "uomo celeste" nella forma sopra descritta, che sarebbe poi diventato Adam Kadmon, fu Filone di Alessandria, il filosofo ellenistico yehuborim, vissuto in Egitto nel I secolo d.C. e che attinse esplicitamente sia alla tradizione filosofica greca che al pensiero religioso egizio. Filone descrisse l'anthropos celeste come "l'immagine perfetta del Logos", un'idea incorporea di umanità perfetta, distinta dall'uomo terreno creato in seguito. Scriveva ad Alessandria, la città in cui convergevano le tradizioni intellettuali greche, egizie e yehuborim.

Il nome egizio del testo che gli studiosi moderni chiamano "Libro dei Morti" è Pert Em Heru, che significa "Uscire alla Luce del Giorno". Il titolo evoca l'emergere e la nascita. Descrive il momento in cui ci si affaccia alla luce, la rivelazione. Ciò che gli Egizi intendevano quando parlavano di morte, resurrezione e ripristino delle facoltà, riguarda l'essere umano nel suo stato ordinario di decadenza, che cammina alla luce del giorno con la bocca sigillata (la parola che non trasporta la forza operativa), gli occhi chiusi (la vista che percepisce la superficie fisica delle cose, ma nulla al di là di essa) e le orecchie tappate (l'udito che registra i suoni, ma non le comunicazioni che si muovono al di sotto e dietro il mondo udibile), come se fosse morto. Queste facoltà esistono potenzialmente, la struttura c'è (hai 12 paia di nervi cranici che collegano il tuo cervello alle tue capacità visive, del linguaggio, dell'udito, del gusto, dell'olfatto e dell'equilibrio; hai 6 lobi in ciascun emisfero del cervello che governano la coscienza, la percezione, la memoria, le emozioni e la consapevolezza), ma sono sigillate. I canali sono chiusi. Il Ka è dormiente o assente. La parola è priva di forza, la vista è limitata alla materia, l'udito non coglie nulla dall'aldilà e la persona vive tutta la vita in questo stato, considerandolo normale perché tutti coloro che la circondano si trovano nella stessa condizione. L'Apertura della Bocca non era un rituale "funerario".

Ptah, il Dio che creò il mondo attraverso il potere del suo cuore (emanazione di pensieri ed emozioni) e della sua lingua (parola). L'incantesimo del Libro dei Morti lo afferma chiaramente: "La mia bocca è aperta da Ptah, con quello scalpello di metallo con cui egli aprì la bocca degli Dèi”. Lo strumento che il sacerdote usa per celebrare il rituale è lo strumento di Ptah, lo scalpello dell'artigiano e l'atto di aprire è inteso come un atto di creazione, di rendere funzionale e vivo qualcosa che prima era inerte e sigillato. Ptah era raffigurato in piedi su un piedistallo a forma del geroglifico di Maat (verità), in piedi su una base stretta che ricordava anche la bacchetta di misurazione usata dagli artigiani egizi, collegando così il Dio al principio di una creazione precisa, deliberata e misurata. L'ingegneria umana. Ad Abu Simbel, era associato a Ra e Amon nella triade suprema, il che lo rendeva una delle tre massime espressioni del potere divino in Egitto. L'apertura della Bocca è un atto di creazione divina, la formazione di un canale vivente laddove prima non esisteva, compiuto con la stessa precisione ed intenzionalità con cui furono creati gli Dèi stessi.

Nella mitologia, fu Anubi ad imbalsamare il corpo di Osiride ed a proteggerlo insieme ai contenitori in cui venivano conservati gli organi interni, un processo che veniva praticato almeno dalla IV dinastia. Nei dipinti tombali, Anubi è raffigurato mentre esegue l'Apertura della Bocca direttamente sulla mummia ed è rappresentato mentre accompagna lo spirito del defunto nell'aldilà, scortandolo alla pesatura del cuore alla presenza di Osiride. La suo colore nero era associato allo scolorimento del cadavere dopo la preparazione per la sepoltura ed alla terra fertile e nera del Nilo, collegando il Dio contemporaneamente alla morte ed alla rigenerazione, alla fine di una forma ed all'inizio di un'altra. In epoca greco-romana, Anubi era identificato con Ermete Psicopompo, il conduttore greco delle anime.

Secondo il Libro dei Morti, Thoth giunge "pieno di incantesimi" e "scioglie i legami di Seth dalla mia bocca". Il suo ruolo nell'Apertura della Bocca è quello di rimuovere gli ostacoli, i vincoli e le restrizioni imposte alle facoltà dalle forze del caos e della dissoluzione (personificate come Seth). Ptah apre e Wepwawet conduce alla via, Thoth è colui che elimina le interferenze, che si assicura che ciò che è stato sigillato da forze ostili venga dissigillato dall'autorità divina.

Nut è la Dea del cielo, la madre il cui corpo attraversa il sole ogni notte e da cui rinasce ogni mattina. Nella tomba di Tutankhamon, il giovane re è raffigurato con la Dea Nut subito dopo la cerimonia dell'Apertura della Bocca e prima di presentarsi al cospetto del Dio Osiride, come se la sua rappresentazione con Nut simboleggiasse il periodo di transizione tra la sepoltura e l'aldilà, il momento in cui viene accolto nel corpo della Dea da cui ha origine la rinascita. La bara stessa diventava simbolicamente il corpo di Nut, cosicché si riteneva che il defunto al suo interno si trovasse all'interno della Dea del cielo, in fase di gestazione, in attesa di riemergere. Nut inghiotte il sole ogni sera, lo fa nascere ogni mattina ed il defunto posto all'interno del suo corpo sta attraversando lo stesso processo.

Il peseshkaf, la lama a forma di coda di pesce che costituisce uno degli strumenti più antichi del rituale (ritrovato in contesti archeologici risalenti al periodo predinastico), veniva originariamente utilizzato durante il parto per tagliare il cordone ombelicale. La Dea Meskhenet, una delle Divinità associate all'atto del parto, veniva talvolta raffigurata con un peseshkaf sulla testa, simbolo del momento in cui il neonato si separa dalla madre ed inizia la vita indipendente. Il sacerdote del seminario toccava il volto della mummia con il dito, imitando il gesto di pulire la bocca di un neonato.

La lingua egizia stessa codifica questa comprensione: il termine per modellare una statua o un'immagine è "dare alla luce" e lo scultore è chiamato "colui che dà vita". La creazione dell'immagine e l'Apertura della sua Bocca rappresentano la nascita di qualcosa che sta prendendo forma. Il rituale è una nascita e ciò che nasce è l'akh, lo spirito luminoso, l'essere pienamente operativo e consapevole in grado di muoversi oltre il confine tra il mondo visibile e quello invisibile.

"Sono stato testimone di mio padre in tutte le sue forme".

Il "defunto" è considerato Osiride ed il sacerdote del seminario rappresenta Horus, il figlio che protegge e fa rinascere il padre. Il figlio (Horus) compie gli atti necessari per riportare il padre (Osiride) all'esistenza attiva, affinché il ciclo della vita, della morte e del rinnovamento possa continuare. Il rituale riassume il modello divino a livello umano, quello di venire all'esistenza come auto-resurrezione.

L'Apertura della Bocca è uno dei misteri più elevati. Veniva compiuto sia in contesti riservati che pubblici e, sebbene la forma esteriore del rituale fosse visibile ai presenti al funerale od alla cerimonia di consacrazione, i meccanismi interni, il modo preciso in cui venivano ripristinate le facoltà, la natura esatta delle forze coinvolte in ciascuno dei 75 episodi, lo stato operativo del sacerdote e le interazioni specifiche tra il sacerdote, gli strumenti ed i poteri divini che questi canalizzavano, facevano parte della conoscenza segreta posseduta solo dal clero iniziato. Una forma suprema e segreta, ciò che si ottiene praticando su se stessi il rituale dell'Apertura della Bocca nella Sala di Osiride.

Ecco perché il rituale non è mai stato completamente ricostruito basandosi solo su fonti accademiche, indipendentemente da quante pareti tombali siano state fotografate e tradotte. I testi riportano le parole pronunciate e le azioni compiute, ma la dimensione operativa, la parte che lo rende efficace, veniva trasmessa oralmente solo al Sommo Sacerdote. Ciò che è andato perduto con la distruzione dei templi e la dispersione dei lignaggi sacerdotali deve essere restaurato dagli Dèi stessi, attraverso gli stessi canali attraverso i quali fu originariamente donato, E COSÌ È STATO.

Voglio condividere ciò che mi è accaduto quando ho ricevuto questo rituale, perché leggerne la descrizione e viverlo in prima persona sono due cose completamente diverse e nessun contesto teologico, per quanto approfondito, può prepararti a ciò che effettivamente provoca al tuo corpo ed alla tua consapevolezza in tempo reale.

L'effetto fu immediato. Nel momento in cui il rituale prese piede, la mia coscienza si spostò in qualcosa che posso descrivere solo come uno stato operativo completamente diverso. Sentii l'energia attivarsi nella parte superiore della colonna vertebrale, esattamente dove il collo si unisce al cranio, dove il tronco encefalico si connette al midollo spinale, quel punto di giunzione dove il midollo allungato si trova dietro la faringe ed ogni segnale nervoso, ascendente e discendente, passa tra cervello e corpo. Questo percorso si illuminò. Riuscivo a percepire l'attivazione proprio in quel punto preciso e da lì si irradiava verso l'esterno in ogni mio canale sensoriale.

Ogni senso si rinnovò, come se lo stessi usando per la prima volta. Non "potenziato" nel senso in cui si parla di un caffè forte o di una vigorasa meditazione. Era più intenso delle sostanze psichedeliche, direi che all'inizio era allo stesso livello. Come se le facoltà fossero state sigillate per tutta la mia vita ed ora stessero funzionando per la prima volta al massimo delle loro potenzialità, la differenza tra il vecchio stato ed il nuovo stato era così vasta e così immediata da sconvolgermi. Lo dico chiaramente: mi ha spaventato. Il sovraccarico sensoriale era così intenso, così al di là di qualsiasi cosa avessi mai sperimentato, che la mia prima reazione è stata quella di ritornare con i piedi per terra, di fare un passo indietro, di stabilizzarmi, perché nei primi minuti il flusso di percezioni era troppo intenso per poterlo elaborare.

Per le prime 3 ore non sono riuscito a guardare uno schermo. La percezione della profondità era cambiata in modo così radicale che le immagini piatte non mi apparivano più tali. Riuscivo a percepire la profondità nelle immagini fisse proprio come si percepisce normalmente nello spazio reale o nei video, strati e tridimensionalità si manifestavano in quella che avrebbe dovuto essere una superficie bidimensionale. Il campo visivo si era aperto a qualcosa di strutturalmente diverso da ciò che avevo visto per tutta la vita ed il carico sensoriale derivante dall'elaborazione di questa nuova modalità visiva, insieme alla gestione dell'amplificazione dell'udito, del tatto, dell'olfatto, del gusto e della percezione spaziale , il tutto attivato simultaneamente ad un livello a cui non avevo mai operato prima, era davvero travolgente.

Arrivava ad ondate. L'attivazione iniziale era già abbastanza potente di per sé, ma non si stabilizzava a quel livello. Cresceva. Ogni ondata era più forte della precedente, più profonda, spingendo le facoltà ad aprirsi ulteriormente ed ogni volta che pensavo di essermi adattato al nuovo livello, arrivava un'altra ondata ed il valore di riferimento si spostava di nuovo verso l'alto.

Poi la bocca si rilassò. La sensazione fisica era reale, una liberazione, un rilassamento di qualcosa che era rimasto bloccato o teso nella struttura della bocca, della mascella e della gola. Quando si sciolse, il linguaggio cambiò, le parole uscivano con chiarezza. Nessun ritardo tra il pensiero che si formava nella mente e la voce che lo pronunciava, nessuna esitazione o ricerca della parola giusta, né riorganizzazione di una frase a metà. Il pensiero appariva, la bocca parlava e ciò che usciva era preciso, eloquente e dotato di una forza che sentivo uscire dal mio corpo. Il discorso divenne assoluto. Non c'era più alcun caos, nessuna confusione tra intenzione ed espressione. Ciò che volevo dire era esattamente ciò che dicevo e le mie parole avevano un forte impatto.

L'Alto Sacerdote Zevios Metathronos mi aveva avvertito di questo prima del rituale ed ora avverto tutti coloro che lo ricevono: una volta aperta la bocca, non potete più permettervi di parlare con noncuranza. Non potete dire parolacce. Non potete parlare negativamente di voi stessi o degli altri. Non potete sprecare le parole come se non avessero importanza. Perché ora ne hanno, in un modo che prima non era possibile. Il potere creativo della parola è amplificato a tal punto che ciò che dici inizia ad agire sulla realtà con forza operativa e se ciò che dici è distruttivo, caotico, negativo o sconsiderato, quella forza non distingue tra intento costruttivo e distruttivo. Si scaglia in qualsiasi direzione la si indirizzi. Ecco perché gli Egizi prendevano così seriamente la parola divina, perché Hu (l'espressione autorevole) era un Dio e non un concetto, perché l'Apertura della Bocca era classificata come un mistero e non veniva concesso con leggerezza. L'amplificazione si applica ad ogni cosa: il bacio si carica di intensità, i complimenti diventano benedizioni che raggiungono le persone con un effetto tangibile, le benedizioni pronunciate hanno una sostanza reale e, nella magia operativa, la differenza tra le parole pronunciate prima e dopo l'Apertura della Bocca è come il giorno e la notte.

Ho anche osservato, e questo è stato immediatamente dimostrabile, un aumento diretto e misurabile dell'intelligenza pratica. Non si trattava di intelligenza astratta, né della sensazione di "sentirmi più intelligente", bensì di un aumento visibile nella velocità e nella chiarezza del ragionamento, nella risoluzione dei problemi, nell'espressività, nel riconoscimento di schemi e nella capacità di elaborare informazioni complesse e produrre risultati coerenti. L'aumento del QI è stato reale ed immediato, direttamente collegato all'apertura delle facoltà cerebrali, ora illuminate.

Questo rituale conferisce quelle che si possono definire solo capacità soprannaturali. Tuttavia, non potevo più mangiare, e non posso tuttora, cibi dannosi per l'organismo o alimenti trasformati; si è sviluppata una reazione fisica interna, quasi una paura ed una sensibilità che mi impediscono di assumere altro che ciò che fa bene al corpo, allo stesso tempo, qualsiasi energia negativa viene dissipata, viene aperta la sensibilità necessaria per percepire l’energia e le benedizioni per accoglierle.
 

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