Welcome to the Temple of Zeus's Official Forums!

Welcome to the official forums for the Temple of Zeus. Please consider registering an account to join our community.
SaqqaraNox [NG]
Reaction score
2,935

Profile posts Postings About

  • The Gods desire warriors who hold the pace. The Gods are magnified by those who honor Them, and to fight and live for Them is one of the greatest honor.

    Every one of your actions is that of a warrior strengthening his legacy, building it ever more firmly; a continuity that will never fade. Every discipline of yours supports the Temple. Hold the pace and become the warrior the Gods are magnified to behold.



    "The Gods don't want believers. They want warriors. People who stand up, who fight, who build, who refuse to be broken.

    [...]

    At Thermopylae, 300 Spartans held the pass against an army of hundreds of thousands. They knew they'd die. They fought anyway. Simonides wrote the epitaph:

    "Ὦ ξεῖν', ἀγγέλλειν Λακεδαιμονίοις ὅτι τῇδε κείμεθα, τοῖς κείνων ῥήμασι πειθόμενοι".
    "Stranger, tell the Spartans that here we lie, obedient to their commands".

    They didn't fight because they expected to win. They fought because they were supposed to fight. Because duty and honour demanded it. Because some things are worth dying for.

    Your battle isn't physical. It's spiritual. But the principle is identical: you fight because the truth demands it, because the Gods placed you here for a purpose, because the alternative (surrender, silence, submission) is unacceptable. You don't need to win today. You need to hold the pass. The reinforcements are coming. They're already arriving. You're one of them.

    [...]

    You're a node in a network that spans the globe and reaches into the divine. Your practice matters. Your growth matters. Your persistence matters. To all of us. To the Gods themselves".



    From:
    The Making of A Warrior
    Linden (Tilia platyphyllos) in bloom

    At this time of year the flowering of linden trees, trees that produce flowers with beneficial properties, begins. In the countryside it has already begun a few days ago, while in the mountains the linden trees will begin to bloom in 1 to 2 weeks due to the different climatic conditions affecting the two environments.

    The leaves and flowers of linden are characterized by the presence of flavonoids, essential oils, coumarins and tannins (and other beneficial substances present in trace amounts). This combination of things gives the leaves and flowers emollient and expectorant properties, so very useful in fighting cold conditions, and anti-stress and anti-anxiety properties that conciliate relaxation, can provide relief in cases of headaches, and help you fall asleep.

    1000001011.jpg


    If you have the chance and if you live in a quiet area away from traffic, now is a good time to pick these flowers also because the Moon is waning. Once picked (I recommend always trying to take the innermost ones as they are more sheltered from rain and possible dirt), the best way to store the flowers is to sun-dry them for a few days and then put them in wooden containers.

    As for how to use them, the best is to make infusions by bringing the water to a temperature of 60° C, no more (because otherwise the high temperature would destroy the organoleptic properties of the flowers) and soak them in it for 10-15 minutes with the fire flame continuing at a minimum. In winter it is a real panacea to prepare this infusion, even if you do not have a sore throat or cold. On the other hand, if you prepare it specifically to counteract a cold, my advice is to add ginger and lemon to the infusion, and at the same time take a teaspoon full of honey after drinking the infusion.

    And finally, if you now walk under the linden trees, breathing in the saturated air present under them, after about ten minutes you will notice that you are more relaxed, a perfect state for meditating 😊
    Misurare la volta celeste: gradi e dimensioni apparenti

    A una persona che osserva il cielo notturno, tutti gli oggetti astronomici appaiono alla stessa distanza sulla volta celeste. Per potersi orientare nel cielo ci si avvale delle dimensioni o misure apparenti. Si parla di misure apparenti quando si cerca di definire la separazione tra due astri come se si trovassero alla stessa distanza.

    La misura delle distanze apparenti si effettua in gradi: la distanza tra due oggetti celesti è definita come separazione angolare.

    La sfera celeste è appunto una sfera che ha dimensioni apparenti di 360°. Però chi osserva il cielo stellato potrà scrutare solo una metà di questa sfera perché l'orizzonte impedisce di vedere l'altra metà. Quindi solo 180°, ovvero la distanza tra due punti opposti dell'orizzonte. Tra l'orizzonte e lo zenit, il punto verticale immaginario che si trova sopra la testa dell'osservatore, insiste una distanza angolare di 90°.

    Sulla base di quanto sopra, si può determinare la distanza angolare (o separazione apparente) delle stelle, dei pianeti e delle costellazioni.

    La misura degli angoli è molto più semplice di quello che può sembrare e non richiede nessuna strumentazione tecnologica. È sufficiente avere dei punti di riferimento in cielo di cui conosciamo le dimensioni apparenti:

    - la Luna piena e il Sole hanno una dimensione di circa mezzo grado;
    - tenendo il braccio teso davanti a sé e verso il cielo notturno, la mano aperta corrisponde a 20° di ampiezza apparente;
    - tenendo il braccio davanti a sé, il pugno chiuso corrisponde a 8°;
    - la distanza tra la nocca dell'indice e quella del medio deternina un'ampiezza pari a circa 3°.

    Questi sono indicatori che dovrebbero facilitare l'orientamento nel cielo: conoscendo un paio di costellazioni, ad esempio Orione e il Grande Carro, e i punti cardinali, attraverso le distanze angolari, si può risalire a ogni altro oggetto celeste visibile (un esempio per capire: se conoscete la costellazione del Leone e le stelle di cui è composta e sapete che Marte si trova a 20° a ovest di Regolo, tramite la conoscenza di quanto sopra, potrete determinare la posizione di Marte).

    Infine, anche le dimensioni apparenti dei pianeti vengono espresse utilizzando l'angolo sotto cui vengono osservati. Ma essendo che i pianeti appaiono come dei puntini luminosi, è più corretto dire che le loro dimensioni vengono misurate con i sottomultipli del grado: minuti d'arco e secondi d'arco.

    1 grado = 60 minuti d'arco (60')
    1 minuto d'arco = 60 secondi d'arco (60'')
    1 grado = 3600 secondi d'arco

    Marte ha dimensioni apparenti di 18''. Giove, il più grande dei pianeti del nostro sistema solare, arriva a 40". Mentre Saturno, con i suoi anelli, sottende 45". Solo Venere può raggiungere 1' nei momenti di massima vicinanza alla Terra.
    Eclittica
    Il Sole nel suo moto apparente attraversa, nell'arco di tempo pari a un anno, quella che viene definita eclittica.

    L'eclittica è un sentiero immaginario che solca il cielo andando a intersecare le dodici costellazioni zodiacali. Non è una linea regolare, ma trasla fino a 23° e 27' a Nord e a Sud dell'equatore celeste, attraversandolo in due punti ben distinti e opposti, in prossimità degli equinozi. Questo è dovuto al fatto che il pianeta Terra presenta un'inclinazione del proprio asse pari a 23° 27' rispetto al piano orbitale (il piano immaginario in cui la Terra e il Sole si trovano incastonati).

    L'eclittica per questo motivo presenta anche due punti di massima distanza dall'equatore celeste, noti come Solstizi; il Solstizio d'inverno è quello in cui la durata della notte è maggiore della durata del giorno, il Solstizio d'estate il giorno dura più della notte (questo è valido per un osservatore dell'emisfero Boreale; è vero l'inverso per un osservatore dell'emisfero Australe).

    Il nostro pianeta cambia posizione durante l'anno nella volta celeste a causa del suo moto di rivoluzione attorno al Sole. A seconda di dove è collocato nella sua orbita, in un dato periodo dell'anno e a una data ora, saranno visibili determinate costellazioni, mentre altre non appariranno.

    L'insieme delle costellazioni che si trovano sul piano dell'eclittica, e che fa da sfondo al moto apparente della nostra stella, viene chiamato Zodiaco. Lo Zodiaco è formato dalle dodici costellazioni più famose: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci.

    Se consideriamo che la linea immaginaria è un cerchio e che quindi si può assumere che occupi uno spazio di 360°, allora ognuna delle precedenti occupa uno spazio con un'ampiezza corrispondente a 30° (il cui totale 30° × 12 = 360°). Il nome delle varie costellazioni è stato assegnato a partire dal punto vernale, ovvero l'Equinozio di primavera, dove il capofila è l'Ariete.

    A ognuna delle dodici costellazioni è associata una simbologia ben precisa, la cui origine risale a migliaia di anni fa, quando, sotto la guida e lo sguardo degli Dèi, i Greci, i Babilonesi e gli Egiziani iniziarono ad accostare le stelle qualcosa di più complesso di un disegno astratto: l'Astrologia.

    IMG_20240223_175504_edit_1377386946916896.jpg


    Astronomia e Astrologia difatti sono due facce della stessa medaglia. Quando ero nuova, diversi anni fa, ero completamente ignorante in materia di Astrologia. Ho iniziato a capire il meccanismo alla base grazie allo studio dell'Astronomia intesa come scienza. Ho sempre amato gli astri e questo mi ha agevolata molto.

    Il Sole nel suo moto apparente si sposta, solcando tutto lo zodiaco in un anno. Rimane in un segno zodiacale per circa un mese, prima di passare a quello successivo; questo implica che si sposta di circa 1° ogni giorno. Transitando in questo modo attraverso una costellazione, l'energia del Sole si combina con l'energia del complesso di stelle che formano quella determinata costellazione e la loro sommatoria raggiunge la Terra. Questa è la base dell'Astrologia.
    (faccio seguito qui a quanto scritto in data odierna in quanto non ho potuto postare l'intero testo per il limite di 6000 caratteri)


    Per molti secoli i marinai di tutto il mondo hanno orientato la loro navigazione grazie alla stella Polare.

    1920x1080.jpg


    Per un osservatore posto al polo Nord, a una latitudine di 90°, la stella Polare è posta a un'altezza di 90° rispetto all'orizzonte. L'altezza della Polare è uguale alla latitudine dell'osservatore.

    Il polo Nord celeste si trova esattamente sopra la nostra testa, a un'altezza di 90° rispetto all'orizzonte; l'altezza sull'orizzonte dell'equatore celeste è uguale a un angolo di 90° meno la latitudine dell'osservatore.

    Il punto posto sulla verticale di ogni osservatore è detto Zenit: in questo caso si può dire che al polo Nord il polo Nord celeste si trova sullo Zenit, mentre l'equatore celeste si trova a un'altezza di 0° (sull'orizzonte).

    Il polo Sud celeste, che è il punto opposto allo Zenit, si trova sotto ai nostri piedi ed è detto Nadir. Il Nadir siccome si trova sempre sotto l'orizzonte, è invisibile.

    È importante capire che lo Zenit e il Nadir identificano due punti focali non assoluti: al contrario del polo Nord e del polo Sud celesti che sono fissi, Zenit e Nadir non prendono in considerazione le stelle ma l'orizzonte, quindi identificano stelle diverse a seconda della latitudine e dell'ora alla quale si effettua l'osservazione.

    201603_schem_944.jpg


    All'equatore accade l'inverso: l'equatore celeste ora si trova allo Zenit, mentre il polo Nord e il polo Sud hanno un'inclinazione di 0°.

    Questo implica che solo all'equatore terrestre si possono vedere tutte le stelle e le costellazioni, mentre ad altre latitudini ci sono stelle che non si alzeranno mai al di sopra dell'orizzonte.

    La rotazione della sfera celeste coinvolge anche la Luna e il Sole, i quali sono soggetti anche ad altri moti. Il Sole ad esempio sembra percorrere un percorso celeste in una quantità di tempo che corrisponde a un anno denominato eclittica.
    • Grandezze astronomiche
    Lo spazio è un ambiente estremamente vasto; non ha inizio e non ha fine. Per potersi orientare nell'universo bisogna capire che le distanze e le tempistiche "terrestri" non sono più adatte. Il nostro è un pianeta piccolissimo se rapportato ad altri oggetti celesti; è limitato rispetto alla grandezza e alla complessità del cosmo, di conseguenza le misure a cui siamo abituati vanno convertite e adattate:

    - Distanze:
    per poter studiare gli oggetti celesti e illustrarne le dinamiche del nostro sistema solare, la misura utilizzata è l'Unità Astronomica (UA), stabilita per convenzione nel 1976 dall'Unione Astronomica Internazionale. Corrisponde alla distanza media tra il Sole e la Terra, ovvero equivale all'incirca a 149.597.870 chilometri.
    Altri esempi di distanze astronomiche: Venere, il pianeta più vicino a noi, dista nei periodi di massima vicinanza 30 milioni di chilometri. Saturno, il pianeta più distante visibile a occhio nudo, dista 1.5 miliardi di chilometri, ovvero 1.5 UA. Sembrano distanze enormi, ma in realtà ci troviamo sempre nelle relative vicinanze e nel circondario del nostro pianeta. Ed è proprio per questo che, nel caso appena descritto, non ha senso fisico parlare dell'altra unità di misura: l'anno-luce. Le distanze tra pianeti e tra Sole e pianeti in rapporto alle grandezze cosmiche sono piccolissime! Allo stesso modo, non ha senso descrivere le distanze interstellari con l'UA: la stella più vicina a noi è Proxima Centauri, e ci separano da essa solo 267000 UA.

    Con l'introduzione dell'anno-luce si è cercato di rendere meno complesse tutte le manipolazioni matematiche e i calcoli necessari per rappresentare l'universo: l'anno-luce equivale alla distanza percorsa dalla luce in un anno. La luce viaggia a 300.000 chilometri al secondo. Quindi 300.000 x 60 secondi x 60 minuti x 24 ore x 365 giorni = ca 9 mila e 460 miliardi di chilometri. Proxima Centauri dista in anni luce ca 4,23, mentre 8 minuti-luce separano la Terra dal Sole.

    - Tempo:
    Tutti gli oggetti emettono radiazione elettromagnetica, ovvero un campo elettrico e un campo magnetico che oscillano in fase (tra loro ortogonali) emettendo energia. Traducendo: tutti gli oggetti emettono luce. La luce, come accennato precedentemente, ha una velocità pari a 300.000 chilometri al secondo. Tutte le onde elettromagnetiche emesse dai corpi celesti, attraversano lo spazio con questa velocità. Nonostante sia una velocità incredibile, è comunque limitata dalle enormi distanze cosmiche. Se osservassimo una stella lontana 100 anni-luce, vedremo la luce emessa 100 anni fa. Il tempo impiegato dalla luce a raggiungere il nostro punto di osservazione varia in funzione della distanza di quest'ultimo rispetto alla fonte luminosa.

    - Dimensioni:
    Il nostro pianeta che ci sembra tanto grande è solo un piccolo sassolino se confrontato con pianeti di dimensioni maggiori. Ad esempio, Giove ha un diametro di 142.000 chilometri contro i ca 13.000 chilometri della Terra. E nonostante le sue dimensioni, perfino Giove diventa piccolissimo se paragonato a stelle massive come Eta Carinae (stella più massiccia della nostra Galassia) e UY Scuti che sono rispettivamente 90 volte e 30 più massive del Sole.

    fig3.png


    Infine, le dimensioni dell'universo sono così enormi che tutti gli eventi celesti che hanno luogo, si verificano su tempi che hanno scala di migliaia, milioni o anche miliardi di anni. Ed è per questo che è molto difficile condurre uno studio approfondito del cosmo.


    Principi dell'osservazione del cielo: orientamento e meccanica celeste

    Tutti gli oggetti osservabili sono disposti su quella che può essere considerata, in via immaginaria, una cupola celeste di raggio infinito che circonda l'intero nostro pianeta. Noi però saremo in grado di osservare solo una metà di questa sfera; chi vive nell'emisfero boreale, osserverà la parte superiore, chi abita nell'emisfero australe, vedrà la parte inferiore.

    Tutti gli oggetti che siamo in grado di vedere proiettati su questa sfera, si trovano in realtà a distanze molto differenti, solo che a noi ci appaiono depositati tutti sullo stesso piano a causa di alcuni limiti funzionali: primo tra tutti la nostra vista fisica.

    - Movimenti della sfera celeste
    Da migliaia di anni l'uomo ricorre all'astronomia per impostare la propria vita quotidiana: si è stabilito che la rotazione della Terra attorno al proprio asse corrisponde a un giorno. Questa rotazione corrisponde al movimento della sfera celeste che impiega esattamente 23 ore e 56 minuti a compiere un apparente giro completo attorno al pianeta. Ho usato il termine apparente perché in realtà le stelle sono fisse nelle loro posizioni e non si muovono, ma siamo noi che, ancorati alla superficie della Terra, ci spostiamo con essa seguendo il suo moto di rotazione. Quindi si può dire che la dinamica della sfera celeste segue il senso contrario di quella della Terra che, ruotando da Ovest verso Est, fa apparire il moto delle stelle variare da Est verso Ovest.

    Inoltre il nostro pianeta ruota attorno a un asse che passa per il polo Nord e il polo Sud: di conseguenza anche la sfera celeste ruota attorno a delle estensioni immaginarie di essi: il polo Nord celeste e il polo Sud celeste.

    Polaris è una stella che si trova prospetticamente e casualmente nelle vicinanze del polo Nord celeste, punto del cielo verso il quale è diretto il polo Nord terrestre. Attorno alla stella polare sembra compiersi il movimento di tutte le altre stelle, che percorrono delle circonferenze concentriche (di raggio variabile).

    Dark-Sky-in-Australia.jpg
    Ho pensato che sarebbe carino se condividessi la mia conoscenza in merito all'astronomia. Lo scopo principale è quello di portare informazioni che possano essere utili per poter creare delle basi dalle quali poi si possa costruire qualcosa. Appena avrò la possibilità, cercherò inoltre di stilare una sorta di atlante delle costellazioni con le relative descrizioni (e il periodo migliore dell'anno per osservarle).


    Astronomia - Breve introduzione

    Durante una bella e limpida serata, d'estate o inverno, volgendo lo sguardo verso l'alto vediamo una miriade di puntini luminosi. Alcuni sono poco appariscenti e luminosi, altri splendono con più forza. Altri ancora surclassano tutti gli altri con la loro luce ferma e decisa. E infine, l'astro più brillante di tutta la notte stellata fa impallidire perfino questi ultimi. In ordine sono: stelle, pianeti e Luna.

    L'astronomia si occupa proprio di dare un senso a quello che vediamo nel cielo, dando una definizione di cosa sono gli astri e definendone le dinamiche celesti. La parola astronomia deriva dal Greco "Astron", che significa stella, e da "Nomos", ovvero legge. È quindi la scienza che studia le leggi intrinseche di tutti gli oggetti diversi.

    La materia è talmente vasta e complessa che nel corso del tempo si sono create diverse ramificazioni dell'astronomia: astrofisica, cosmologia, spettroscopia, astrobiologia, astrometria, ecc.

    Ma tutta la conoscenza di cui disponiamo affonda le sue radici indietro nel tempo di migliaia di anni.


    • Storia dell'astronomia
    Le prime interpretazioni dei fenomeni astronomici visibili a occhio nudo, furono basate sull'evidenza che tutti gli astri e i pianeti compissero moti regolari dall'andamento ciclico.

    I primi Popoli che cominciarono a osservare i cieli furono gli Antichi Babilonesi e gli Antichi Egizi ma in seguito anche tutte le altre civiltà come i Fenici, i Cinesi, i Maya, gli Incas e soprattutto i Greci, evolvettero le proprie conoscenze e svilupparono una precisione avanzata in maniera autonoma. Queste furono le civiltà straordinariamente avanzate che, con l'aiuto dei nostri Dèi, svilupparono le proprie tecnologie antiche.

    I Maya, ad esempio, possedevano una struttura oggi denominata Chichen Itza o "El Castillo" che è esattamente allineata con la traiettoria del Sole. Durante gli equinozi di autunno e primavera, all'ora del tramonto il Sole crea su una scala della piramide un gioco di luci e ombre a forma di corpo di serpente, che coincide perfettamente con la testa di serpente scolpita ai piedi della gradinata. La piramide ha 4 gradinate con 91 scalini ciascuna, per un totale di 364. Aggiungendo lo scalino sulla cima della piramide che conduce all'altare si hanno 365 scalini, esattamente il numero di giorni in un anno.


    Sun-rising-behind-the-Pyramid-of-Chichen-Itza.jpg





    Un altro esempio sono le piramidi Egizie che con la loro disposizione sono correlate alle tre stelle che compongono la Cintura di Orione, nella omonima costellazione.

    p6.jpg

    Cintura_di_orione.JPG




    Il famoso Stonehenge, nel Sud dell'Inghilterra, aveva la funzione di scandire la ricorrenza dei Solstizi e di prevedere le eclissi.

    Stonehenge_back_wide.jpg




    Furono i Greci, più di 2.500 anni fa, a trasformare l'osservazione celeste in una vera e propria scienza: l'astronomia. Il filosofo matematico Pitagora era a conoscenza che la Terra fosse una sfera: fu uno dei suoi tanti insegnamenti. Aristotele, anche lui un grande filosofo Greco, aveva individuato i moti rotatori degli astri. Nell'Antica Grecia, gli astronomi di quel tempo riuscirono a fare una serie di predizioni che in seguito si rivelarono esatte.

    Tutte le grandi Civiltà del passato erano straordinariamente avanzate in materia di astronomia.

    Fu solo con l'avvento delle bugie del cristianesimo che questa scienza subì una grave battuta di arresto. La chiesa, i vescovi, gli ecclesiastici, i boia e l'inquisizione impedirono e fecero retrocedere la conoscenza. Il loro compito principale era distruggere tutte le nuove idee e teorie in contrasto con gli insegnamenti biblici. Fu per questo motivo che molti uomini di scienza, come Giordano Bruno, vennero ritenuti eretici e condannati al rogo.

    Tuttavia la scienza non si fermò; nuove idee iniziarono a farsi strada sotto l'ombra dell'inquisizione, lentamente ma inesorabilmente.

    I secoli passarono e sempre maggiore conoscenza si aggiunse a quello che già si sapeva: si scoprirono i pianeti trascendentali Urano, Nettuno e Plutone; si calcolarono le orbite dei pianeti; si iniziò a guardare sempre più in profondità nel cosmo fino a scoprire altre galassie e altri oggetti celesti come le pulsar, le magnetar e i buchi neri.

    È veramente stupendo e interessante tutto quello che si è venuto a delineare. Con il sempre più pronunciato declino della chiesa e la maggiore perdita di potere degli ebrei, la tecnologia e la scienza saranno in grado di avanzare sempre di più e in funzione dell'Uomo.
  • Loading…
  • Loading…

Official Temple of Zeus Links

Back
Top