Ad Astarte
La silente civetta, custode di un antico segreto,
Attraverso il bosco indaco la cui chiave d'apertura è il tuo aulico intelletto,
È latrice del tuo più saggio insegnamento
Onorata sei tu dalle stelle il cui mormorio diffonde il tuo incanto
O Potente regina incoronata da una volta cosmica di mille zaffiri
Dove nessun desiderio animico rimane infranto
Sempre in alto il tuo pensiero vola, verso un cielo sconfinato
Le cui ariose alture di magnificenza, incantano le menti dei tuoi protetti
Dove, per i valorosi, il quinto portone del reame celeste attende d'esser spalancato.
Nel tuo giardino smeraldino un riflesso di eterna conoscenza
Dove una miriade di gemme di luce si aprono iridescenti
Mille fiori dai mille colori diffondono il loro tenue profumo di imponenza
Il gioiello più prezioso e la più rara ricchezza
Neppure i campi di grano dorato che non possono competere con la tua chioma di fili d'oro
Non eguagliano la tua Divina eterea bellezza
Quando arrivi, la tua veste di alba eterna riluce
Conducendo il principio di un nuovo eone, ove le grandiose anime si schiudono
Come l'arancione prorompente di un giglio che avanza verso la luce.
Poiché tu sei come il bagliore scarlatto della Tua solida spada
Accecando e infrangendo l'ignoranza immorale di ogni mortale,
Che con la saggezza e l'incanto si fa strada.
Con il tuo sorriso e il tuo volto di luce stellare
Con la tua forza che non vacilla e la tua giusta misura
Con il tuo gentile sentimento eterno,
Ti sei fatta amare.
La dolce sinfonia della primavera che esplode
Accompagnata dalla natura in ascesa soave
A te Nostra graziosa regina, rivolgono questa lode.
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Questa lode è stata ispirata a questo piccolo dettaglio; ero in giardino tempo fa, a meditare sulle parole per scrivere qualcosa in onore della Dea Astarte, mentre osservavo gli steli d'erba sospinti dal vento. Aveva appena finito di piovere, e il sole era basso sull'orizzonte, facendo brillare di mille colori una miriade di goccioline appese ai fili d'erba, ricordandomi i Chakra e la loro sacra luminosità.